Ripescaggio Italia ai Mondiali, dall’Iran una provocazione che fa discutere

Articolo di Aldo Seghedoni

Continua a tenere banco la possibilità di vedere gli Azzurri nella competizione iridata che inizierà tra circa un mese.

La tensione tra Washington e Tehran potrebbe avere ripercussioni anche sul calcio e non è da escludere il forfait della nazionale dell’Iran ai prossimi Mondiali di calcio che si svolgeranno da metà giugno tra Stati Uniti, Messico e Canada.

Raggiunto dal giornale Shargh, il presidente della federazione calcistica iraniana Mehdi Taj ha aggiornato i tifosi sullo stato delle cose: “Alla fine della settimana andrò a Zurigo insieme a Hedayat Mombeini per discutere con Gianni Infantino e con il segretario generale della FIFA della partecipazione ai Mondiali. Inoltre, è previsto un viaggio ad Ankara per ottenere i visti di tutti i membri della squadra”.

L’Italia è tra le principali candidate a prendere il posto dell’Iran nella competizione iridata poiché è la nazionale non qualificata con il punteggio più alto nel ranking. Interrogato sulla possibilità di una sostituzione dell’Iran, Mehdi Taj ha lanciato una provocazione: “Se dichiarassimo di non voler partecipare ai Mondiali la FIFA potrebbe legalmente sostituirci con un’altra squadra e forse ad alcuni non dispiacerebbe che questo accadesse…”. Le parole del presidente della federazione calcistica iraniana hanno scatenato il caos sui social e in molti si sono chiesti a chi si riferisse con l’ultima frase.

Recentemente l’attaccante Ali Alipour è stato chiarissimo sulla partecipazione della nazionale iraniana al Mondiale: “È un nostro diritto e dobbiamo lottare per il nostro Paese e per la sua integrità territoriale. Siamo soldati dell’Iran e, in base al nostro dovere, lo dimostreremo sul campo” ha detto all’agenzia di stampa Irna.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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