Ripescaggio Italia ai Mondiali, Donald Trump torna ad attaccare l’Iran

Articolo di Martino Davidi

Il presidente USA alza la posta sui social, mentre il suo inviato speciale Zampolli pensa all'Italia al posto dell'Iran ai Mondiali 2026.

Donald Trump torna ad attaccare l’Iran via social, con un post su Truth destinato a creare nuove polemiche. Il presidente degli Stati Uniti ha pubblicato un’immagine di se stesso, creata dall’Intelligenza Artificiale, in cui impugna una mitragliatrice indossando un abito nero e occhiali da sole militari. Alle sue spalle una catena montuosa dove è possibile scorgere numerose esplosioni. “No more Mr. Nice Guy”, ossia “il bravo ragazzo non c’è più”, è il messaggio che accompagna l’immagine del tycoon che vedrebbe con favore il ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 proprio al posto della nazionale asiatica.

“L’Iran non riesce a darsi una regolata. Non sanno come firmare un accordo sul nucleare. Farebbero meglio a darsi una svegliata in fretta”, ha aggiunto Trump nella didascalia del suo controverso post. Ulteriori elementi che rendono complicatissima la trasferta in America per Mehdi Taremi e compagni, nonostante la qualificazione ai Mondiali 2026 sia arrivata il 25 marzo 2025. A rendere più praticabile l’ipotesi di vedere proprio l’Italia ripescata al posto del ‘Team Melli’ c’è il ruolo di Paolo Zampolli, inviato speciale dell’attuale inquilino della Casa Bianca.

Il quadro della preparazione iraniana in vista del Mondiale appare sempre più caotico. Dopo Porto Rico e Panama, altre due Nazionali — Macedonia del Nord e Angola — hanno annullato i test match con la squadra di Teheran previsti nel pre-ritiro in Turchia. Lo stesso commissario tecnico Amir Ghalenoei ha ammesso pubblicamente l’incertezza: “Preferisco non fare nomi in questo momento. Ieri avevo citato due squadre, ma quando sono arrivato in hotel ho scoperto che quegli incontri erano stati annullati”. Nonostante ciò, il tecnico non ha rinunciato a mostrare determinazione: “Non ci sono motivi per non partecipare al Mondiale. Se Dio vuole lo faremo”. Il piano attuale prevede che la squadra rimanga a Teheran fino al 6 maggio per disputare due partite interne, per poi trasferirsi in Turchia e successivamente, se possibile, negli Stati Uniti.

A complicare ulteriormente la situazione è l’assenza dei rappresentanti della federazione calcistica iraniana al più grande incontro ufficiale dei leader calcistici asiatici in vista dei Mondiali, tenutosi a Vancouver, in Canada, alla presenza del presidente della FIFA Gianni Infantino. Secondo indiscrezioni, sarebbero stati proprio i problemi con i visti a impedire agli emissari iraniani di partecipare al congresso dell’AFC, alimentando ulteriori timori sulla reale possibilità che il Team Melli scenda in campo nei gironi. L’Iran è inserito nel Gruppo G insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, e dovrebbe disputare due partite a Los Angeles — contro la Nuova Zelanda il 16 giugno e contro il Belgio il 21 giugno — prima di chiudere il girone con l’Egitto a Seattle il 26 giugno.

Sul fronte diplomatico, il segretario di Stato americano Rubio ha chiarito la posizione di Washington: “Il problema non sarebbero gli atleti. Sarebbero alcune delle altre persone che l’Iran vorrebbe portare, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici”. Un elemento che rende ancor più concreta l’ipotesi del ripescaggio azzurro, sostenuta con forza da Zampolli, che ha dichiarato di credere in “almeno il 50% di possibilità, forse anche di più” che l’Italia venga chiamata a sostituire l’Iran.

Non mancano, tuttavia, segnali inequivocabili di quanto la questione stia già producendo effetti concreti sul terreno. All’esterno dello stadio Lumen Field di Seattle, che dovrebbe ospitare la sfida tra Egitto e Iran il 26 giugno, compare la bandiera italiana al posto di quella iraniana nell’installazione che accoglie i tifosi con i vessilli di tutte le nazionali partecipanti. Le foto, rimbalzate rapidamente sui social, hanno scatenato un acceso dibattito e preso di mira gli organizzatori.

In Italia, però, la prospettiva del ripescaggio suscita più imbarazzo che entusiasmo. Secondo un sondaggio Izi condotto su oltre mille persone, circa il 70% degli italiani si è dichiarato contrario all’eventualità che gli Azzurri sostituiscano l’Iran. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è stato lapidario: “La trovo una cosa vergognosa. Io mi vergognerei”, mentre il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha dichiarato di sentirsi “offeso” all’idea, sottolineando che “la partecipazione a un Mondiale va meritata”. Anche il giornalista Mauro Mazza, ospite del TG4, si è espresso con nettezza contro il ripescaggio: “Direi decisamente no, grazie. Siamo stati eliminati meritatamente perché abbiamo fatto delle pessime partite, poi essere riammessi in questo modo saprebbe di ‘pasticciaccio all’italiana’”. L’Iran, dal canto suo, non ha rinunciato alla replica ironica: l’ambasciata iraniana in Ghana ha pubblicato su X un post rivolto agli italiani, definendo Trump “quell’uomo, allergico alle civiltà”, e invitando bonariamente a “lasciarlo alla sua confusione”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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