Ripescaggio Italia ai Mondiali, l’Iran manda un avvertimento chiarissimo

Articolo di Aldo Seghedoni

Il presidente della federazione calcistica Mehdi Taj ha posto condizioni non negoziabili.

A poco più di un mese dall’inizio dei Mondiali di calcio che si svolgeranno tra Stati Uniti, Messico e Canada, la nazionale iraniana ha confermato la partecipazione al torneo ma ha posto condizioni molto chiare. In un comunicato affidato alla tv di Stato, la Federazione calcistica iraniana ha riferito che: “Nessuna pressione esterna può privare l’Iran della partecipazione a una competizione per la quale si è qualificato con pieno merito. La posizione dell’Iran è chiara: la squadra prenderà parte ai Mondiali del 2026, ma il Paese ospitante dovrà tenere in considerazione le nostre legittime preoccupazioni”.

Attualmente la Nazionale iraniana è in ritiro e ha in programma una trasferta in Turchia per disputare un’amichevole contro il Gambia. È inoltre al vaglio la possibilità di un’altra partita amichevole contro la Polonia, sempre in Turchia. Qualora l’incontro venisse confermato, la selezione iraniana si trasferirebbe successivamente negli Stati Uniti passando dalla Polonia.

Il presidente della federazione calcistica iraniana Mehdi Taj ha illustrato le dieci condizioni poste dall’Iran alla FIFA per prendere parte alla competizione. Tra le principali richieste avanzate figurano: il rilascio senza ostacoli dei visti per tutti i giocatori e i membri dello staff tecnico (in particolare per coloro che hanno prestato servizio nelle Guardie Rivoluzionarie, come Mehdi Taremi ed Ehsan Hajsafi), la garanzia che, una volta ottenuto il visto, giocatori e staff tecnico non siano sottoposti a interrogatori o controlli straordinari da parte della polizia di frontiera durante il viaggio e la definizione chiara delle modalità di rilascio dei visti per giornalisti e tifosi iraniani che assisteranno alle partite.

Altre condizioni poste da Taj sono l’adozione dei più elevati standard di sicurezza e dei necessari protocolli di protezione da parte delle autorità statunitensi presso aeroporti, hotel, vie di comunicazione e stadi, al fine di prevenire eventuali incidenti o criticità, l’autorizzazione all’ingresso negli stadi esclusivamente delle bandiere ufficiali delle due squadre: nel caso dell’Iran, sarà consentita unicamente la bandiera ufficiale della Repubblica Islamica dell’Iran.

Incluse nelle condizioni anche la garanzia della corretta e ininterrotta esecuzione dell’inno nazionale della Repubblica Islamica dell’Iran in tutte le competizioni e la limitazione delle domande dei giornalisti durante le conferenze stampa ai soli aspetti tecnici e sportivi della competizione.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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