Ripescaggio Italia ai Mondiali: il dibattito si accende e c’è chi va dritto al punto

Articolo di Francesco Lucivero

L'ennesima serata amara per il calcio italiano riporta al centro uno dei temi caldi di questo inizio di primavera.

La serata europea che avrebbe potuto risollevare l’umore del calcio italiano si è trasformata in un altro schiaffo alla credibilità del movimento. Il Bologna di Vincenzo Italiano, battuto 3-1 al “Dall’Ara” dall’Aston Villa, e la Fiorentina di Paolo Vanoli, sconfitta 3-0 in casa del Crystal Palace, hanno complicato in modo pesante il loro cammino in Europa League e Conference League ottenendo dei risultati che, per molti tifosi, non sono semplici inciampi ma l’ennesima conferma di un declino strutturale.

Il malumore già esploso dopo l’eliminazione della Nazionale contro la Bosnia nella finale dei playoff per andare ai Mondiali si è acuito ulteriormente alla luce dei risultati delle ultime rappresentanti della Serie A in Europa, chiamate a una vera e propria impresa nelle gare di ritorno per accedere alle semifinali delle due competizioni europee minori.

Il tutto accade, fra l’altro, mentre si discute del possibile ripescaggio dell’Italia ai prossimi Mondiali per ragioni regolamentari e geopolitiche, un’ipotesi alla quale una parte consistente di appassionati reagisce con fastidio: “Sarebbe un premio immeritato visto ciò che stiamo mostrando in campo, dalla Nazionale ai club” si legge sui social, sotto i post di commento delle gare di giovedì sera.

Ripescaggio Italia ai Mondiali, la FIFA prende tempo e ragiona

Il tono di post e commenti è durissimo: le sconfitte di Bologna e Fiorentina vengono lette come un altro segnale di un movimento incapace di competere con continuità e le finali europee raggiunte negli ultimi anni (due sole vinte, dalla Roma in Conference League nel 2022 e dall’Atalanta in Europa League nel 2024) vengono considerate eccezioni, non prove di una rinascita.

Le critiche colpiscono ogni livello, dai club alla Federcalcio, passando per Lega Serie A: gli appassionati italiani chiedono una base solida, investimenti mirati e un modello condiviso, per superare le fragilità mostrate una volta chiuso il ciclo vincente di inizio millennio. Molti tifosi riconoscono il valore del lavoro di allenatori e calciatori, ma puntano il dito su fattori come ritmo, intensità, infrastrutture e gestione dei vivai, definendoli inferiori a quelli di altre realtà stabilmente ai vertici del calcio europeo e mondiale.

La discussione sul possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali aggiunge dunque un ulteriore strato di tensione. Per una parte dei tifosi sarebbe un sollievo poter partecipare a una manifestazione che l’Italia non gioca dal lontano 2014. Per altri, invece, rappresenterebbe un cortocircuito: “Non meritiamo scorciatoie – scrive un appassionato su ‘X’ -. Prima sistemiamo il movimento, poi pensiamo ai Mondiali”.

Nato nel 1986, giornalista pubblicista e speaker radiofonico appassionato di comunicazione sportiva e culturale. Nell'ambito di collaborazioni con importanti editori italiani, oltre che di uffici stampa, realizza articoli, interviste e contenuti per web, radio, televisione e social media.

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