Ripescaggio Italia ai Mondiali, da Donald Trump un nuovo spaventoso avvertimento all’Iran

Articolo di Aldo Seghedoni

Il presidente degli Stati Uniti ha affidato ai social il monito indirizzato chiaramente a Teheran.

L’attuale situazione geopolitica e la sempre crescente tensione tra Washington e Teheran stanno mettendo in serio dubbio la partecipazione dell’Iran ai prossimi Mondiali di calcio che si svolgeranno tra Canada, Messico e Stati Uniti.

Nella giornata di giovedì il presidente USA Donald Trump ha voluto mandare l’ennesimo avvertimento all’Iran: “The storm is coming, la tempesta sta arrivando. Niente può fermare ciò che sta arrivando” ha scritto sul social Truth. Di tutta risposta, la Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei alla tv di stato iraniana ha contrattaccato: “L’unico posto per gli USA nel Golfo Persico è in fondo al mare”.

All’imminente Congresso FIFA a Vancouver, a poche settimane dal via dei Mondiali, non ci sarà l’Iran. La Federazione di Teheran ha affermato che la delegazione, che comprendeva il presidente ed ex membro del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniane, Mehdi Taj, è stata respinta all’aeroporto di Toronto Pearson dopo essere stata oggetto di quello che è stato definito “un comportamento inaccettabile da parte dei funzionari dell’immigrazione”.

In Italia si sta discutendo moltissimo riguardo il possibile ripescaggio e non tutti sono a favore dell’ipotesi di vedere gli Azzurri alla competizione iridata. Tra questi c’è il noto giornalista Mauro Mazza, che ai microfoni del TG4 ha sentenziato: “Direi decisamente no, grazie, per tre rapide considerazioni. La prima è che siamo stati eliminati meritatamente perché abbiamo fatto delle pessime partite, poi essere riammessi in questo modo saprebbe di ‘pasticciaccio all’italiana’: queste cose facciamole fare ad altri. La terza ragione è che il calcio italiano ha bisogno di ripartire da zero, parole sante quelle del presidente del CONI Luciano Buonfiglio”.

 

 

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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