Ripescaggio Italia ai Mondiali, l’ex campione fa sognare gli Azzurri

Articolo di Aldo Seghedoni

"Sapevo di questa possibilità, tutto può succedere" ha sentenziato il danese.

Continua a tenere banco la questione relativa al possibile ripescaggio dell’Italia ai prossimi Mondiali che si svolgeranno tra Messico, Canada e Stati Uniti. L’attuale situazione geopolitica potrebbe convincere l’Iran a non partecipare alla competizione iridata e l’Italia è la Nazionale con il punteggio più alto tra le escluse dal torneo.

Raggiunto dalla Gazzetta dello Sport, l’ex centrocampista Henrik Larsen ha rispolverato la favola della Danimarca campione d’Europa nel 1992. Gli scandinavi erano stati richiamati poco prima dell’inizio del torneo dopo l’esclusione della Jugoslavia per la guerra nei Balcani: “Eravamo in vacanza insieme alle nostre famiglie e avevamo in programma soltanto un’amichevole con la nazionale”.

“Mancavano dieci giorni al debutto ma nel girone di qualificazione avevamo chiuso al secondo posto dietro la Jugoslavia fallendo l’accesso al torneo, poi la Uefa decise di escludere Savicevic e compagni per la guerra nei Balcani. Prendemmo il loro posto da ripescati”.

Larsen non esclude che possa accadere lo stesso con gli Azzurri: “Sapevo di questa possibilità, sostanzialmente è un caso molto simile a quello della mia Danimarca. Nel 1992 la Jugoslavia fu esclusa in seguito alla risoluzione Onu che impose embargo e sanzioni economiche e stavolta l’Iran potrebbe cambiare idea e non presentare la squadra a causa del conflitto con gli Usa. Tutto può succedere”.

“L’Italia non partecipa al Mondiale da 12 anni – ha ricordato l’ex calciatore, tra le altre, del Pisa -. Quando giocavo io, la Serie A era uno dei campionati più ambiti. Peccato che potessero essere tesserati soltanto tre calciatori stranieri per squadra. Gli azzurri erano quasi imbattibili, oggi i tifosi dovrebbero essere contenti se l’ipotesi ripescaggio si concretizzasse”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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