Moise Kean

Aggiornato Sab 28 Mar 2026 alle 20:52

La stagione di Moise Kean con la Fiorentina è stata una vera montagna russa: dai picchi di una stagione precedente da 25 gol, passando per una crisi profonda a inizio 2025-26, fino alla ritrovata continuità che ha contribuito a tenere i viola fuori dalla zona più pericolosa della classifica. Le ultime notizie raccontano di un giocatore che, dopo mesi difficili, sembra aver ritrovato la via del gol nel momento più importante.

Il gol contro il Pisa e la rincorsa salvezza

Il derby toscano contro il Pisa, disputato il 23 febbraio 2026 al Franchi, ha visto Kean protagonista assoluto. Il centravanti azzurro ha sbloccato il risultato al 13′ con un tap-in su mischia in area, regalando alla Fiorentina di Paolo Vanoli tre punti fondamentali in chiave salvezza. Un successo che ha permesso ai viola di agganciare Cremonese e Lecce a quota 24 punti, terzo risultato utile consecutivo tra campionato e Conference League. Per il Pisa, invece, la notte si è fatta ancora più buia: ultimi in classifica a 15 punti, senza vittorie nel 2026.

Solo poche settimane prima, a inizio febbraio, la situazione sembrava ben più cupa. Dopo il pareggio beffa subito contro il Torino al 94′, la Fiorentina si era ritrovata ancora invischiata nella lotta per non retrocedere, e le parole di Kean ai microfoni di Sky Sport erano state un’ammissione di vulnerabilità rara per un calciatore professionista: “La classifica ci fa paura, ma non dobbiamo abbatterci”. Un segnale di quanto il gruppo stesse vivendo un momento di grande pressione psicologica, condiviso anche dall’allenatore Vanoli e dal compagno Manor Solomon.

Una stagione tra crisi, polemiche e riscatto

Per capire il valore del gol al Pisa, bisogna ripercorrere i mesi più bui. A dicembre 2025, la Fiorentina era ultima in classifica a soli 6 punti, e lo spogliatoio mostrava crepe evidenti. L’episodio più emblematico era stato quello del caso rigore contro il Sassuolo: Kean aveva sottratto il pallone a Mandragora, scatenando una lite in campo sedata solo dall’intervento del capitano Ranieri. Dopo il gol del compagno, l’attaccante era tornato nella propria metà campo a testa bassa, senza unirsi ai festeggiamenti. Un gesto che aveva fatto il giro dei social e alimentato tensioni nello spogliatoio, con Albert Gudmundsson costretto a intervenire pubblicamente su Instagram per chiarire la propria versione dei fatti.

A gennaio 2026 era arrivato un altro episodio rivelatore: Vanoli aveva escluso Kean dalla convocazione per la partita contro la Cremonese dopo che il giocatore aveva saltato alcune sessioni di allenamento per un accordo preso con la società. Solo un infortunio di Dzeko aveva convinto il tecnico a portarlo in panchina. Il finale, però, era stato da romanzo: entrato all’85’, Kean aveva segnato al 92′ il gol decisivo che aveva regalato tre punti pesantissimi ai viola. Un episodio che Vanoli aveva commentato con fermezza, sottolineando come la disciplina di gruppo fosse un valore non negoziabile, ma anche riconoscendo la qualità del giocatore quando è motivato e in condizione.

Sul piano fisico, la stagione di Kean è stata costellata di piccoli infortuni. A ottobre 2025, durante la vittoria dell’Italia sull’Estonia nelle qualificazioni ai Mondiali 2026, aveva segnato dopo appena quattro minuti prima di essere costretto a uscire per un problema alla caviglia. Quell’infortunio lo aveva tenuto fuori anche dalla successiva sfida contro Israele e, successivamente, aveva influenzato la sua disponibilità anche con la Fiorentina nelle settimane successive. A novembre, un trauma alla tibia sinistra rimediato in Conference League contro il Mainz aveva ulteriormente complicato il suo autunno.

Il rinnovo e il futuro in viola

Nonostante le turbolenze, la Fiorentina aveva blindato Kean già nell’estate 2025, trovando l’accordo per il rinnovo contrattuale fino al 2030. Una scelta netta, arrivata dopo una stagione precedente da 25 gol in 44 partite ufficiali che aveva attirato l’interesse di mezza Europa: Bayern Monaco, Manchester United, Milan, Napoli e persino club arabi avevano sondato il terreno, con una clausola rescissoria da 52 milioni di euro valida per i primi 15 giorni di luglio. Il giocatore aveva scelto di restare a Firenze, città in cui si era ritrovato e dove, come aveva raccontato l’ex allenatore Raffaele Palladino, era scoccata una scintilla speciale fin dal primo giorno.

Palladino, che aveva lasciato la panchina viola prima dell’inizio della stagione 2025-26, aveva rivelato di aver avuto una scommessa personale con Kean fissata a quota 15 gol: l’attaccante l’aveva vinta. Parole che testimoniano quanto il rapporto tra i due fosse andato ben oltre il semplice legame tecnico-tattico.

Oggi, con la Fiorentina che guarda con cauto ottimismo alle ultime giornate di campionato, Kean resta il punto di riferimento offensivo imprescindibile della squadra di Vanoli. La strada per la salvezza è ancora lunga, ma il gol nel derby toscano ha ricordato a tutti perché, quando sta bene e ha la testa giusta, l’attaccante della Nazionale può fare la differenza anche nei momenti più delicati.