Sia Mateo Retegui che Moise Kean finiscono in orbita Milan verso la prossima stagione: le opportunità e gli ostacoli delle due trattative.
Calciomercato Milan: è un nuovo attaccante di grande livello uno dei principali obiettivi per il futuro che la dirigenza rossonera ha messo nel proprio taccuino. Mentre Rafa Leao è atteso alla ripresa degli allenamenti e Santiago Gimenenz punta a riprendersi la squadra dopo l’incubo dell’infortunio alla caviglia, il club meneghino guarda più in là. E in vista della prossima stagione intende puntare su due punti fermi dell’Italia di Gennaro Gattuso: Moise Kean, peraltro a segno a Bergamo contro l’Irlanda del Nord, e Mateo Retegui.
A fare il punto sulla situazione ci ha pensato ‘SportMediaset’, secondo cui il primo obiettivo del Milan era in realtà Retegui che sarebbe però al centro di una trattativa oltremodo delicata. Come noto, infatti, l’ex bomber di Genoa e Atalanta milita al momento all’Al-Qadisiyya e gioca quindi in Arabia Saudita. Le attuali problematiche di natura geopolitica rendono indispensabili alti livelli di cautela, nella consapevolezza però che tanti giocatori potrebbero decidere di abbandonare tali lidi. Purché il capocannoniere della Serie A 2024-2025 accetti di abbattere il suo attuale compenso stagionale, che tocca i 20 milioni di euro.
Più agevole la trattativa per Moise Kean, agevolata da un dettaglio non irrilevante: il fatto che Massimiliano Allegri lo conosce già, avendolo allenato alla Juventus. Il classe 2000 è in grande ripresa dopo un periodo estremamente difficile, ma potrebbe essere disponibile a lasciare la Fiorentina a fine anno. Per convincere i viola a privarsi della propria stella, inoltre, il Milan potrebbe inserire come contropartita tecnica proprio Santiago Gimenez, ormai recuperato dopo il suo pesantissimo infortunio.
“Il fastidio mi accompagnava già da prima della Gold Cup – ha recentemente raccontato Gimenez in un’intervista rilasciata ai microfoni di ‘TUDN’ -. Da giocatore pensi che non sia nulla e che si possa andare avanti, ma dopo ogni partita il dolore aumentava sempre di più”. L’operazione alla caviglia l’ha tenuto lontano dai campi per quasi cinque mesi.
“È arrivato un punto in cui era davvero forte. Ero titolare nel Milan, le aspettative erano altissime, ed è lì che inizi a chiederti se fermarti o continuare – ha poi spiegato Gimenez -. Ho provato a continuare, prendendo medicine per giocare, finché non sono arrivato a un punto in cui non riuscivo più neanche a correre dal dolore”.