Fortitudo Bologna
Aggiornato Lun 13 Lug 2026 alle 14:59La Fortitudo Bologna non si ferma mai. Dopo la delusione dei playoff di Serie A2, conclusi con l’eliminazione in semifinale per mano della Scaligera Verona, la società biancoblù ha già voltato pagina e sta costruendo con determinazione il roster per la stagione 2026-2027. Le ultime notizie dalla sede della Effe raccontano di un mercato vivace, con innesti mirati e una chiara ambizione: tornare finalmente in Serie A.
Il nuovo corso: Cavina in panchina e un mercato di qualità
Il primo segnale del cambiamento era arrivato già a fine maggio, quando era diventato chiaro che il ciclo di Attilio Caja si era concluso dopo tre anni. L’allenatore aveva salutato con parole cariche di emozione, ringraziando la società, lo staff e soprattutto la Fossa dei tifosi, riconoscendo di aver vissuto una parentesi bellissima pur senza riuscire a centrare la promozione. Al suo posto la dirigenza ha scelto Demis Cavina, strappato alla Scaligera Verona — paradossalmente la squadra che aveva eliminato la Fortitudo — e già al lavoro per plasmare la squadra a propria immagine.
Il mercato della Effe si è mosso con decisione su più fronti. Il primo colpo era stato Alessandro Zanelli, playmaker classe 1992 cresciuto nel Benetton Treviso e reduce dall’amara retrocessione con la Dinamo Sassari: un regista esperto, capace di gestire ritmi e prendersi responsabilità in un campionato competitivo come la A2. Poi è arrivato Todor Radonjic, ala montenegrina di 29 anni con un biennale in tasca: nelle ultime due stagioni era stato capitano della Valtur Brindisi, portando in dote affidabilità, solidità difensiva e percentuali di tutto rispetto — 52% da due, 43% dall’arco nell’ultima annata. “Ho scelto la Fortitudo per la tradizione e l’ambizione che c’è quest’anno”, ha dichiarato il giocatore, che ha ammesso di essere rimasto colpito dall’atmosfera del PalaDozza.
L’ultimo innesto in ordine di tempo è quello di Matteo Galassi, bolognese doc di 28 anni, cresciuto tra le giovanili di Virtus, Fortitudo e Pontevecchio. Guardia fisica con esperienza in Serie B e un anno già alle spalle in A2, Galassi rappresenta un ritorno a casa carico di significato. “Sono pronto a mettermi in gioco e a dare il massimo per aiutare la squadra”, ha detto il giocatore, visibilmente emozionato. Cavina ha spiegato la scelta in modo pragmatico: Galassi andrà a completare il reparto guardie, in attesa dell’ultimo tassello straniero ancora da definire.
La stagione che fu: playoff amari e rimpianti
Per capire la fame di riscatto che anima la nuova Fortitudo, basta ripercorrere gli ultimi mesi della stagione appena conclusa. La Effe aveva chiuso la regular season al terzo posto con un differenziale punti di +168, alle spalle della già promossa Scafati e di Pesaro, cedendo il secondo gradino del podio per via degli scontri diretti sfavorevoli. Nei quarti di finale dei playoff aveva superato una serie tutt’altro che semplice contro Avellino, rischiando l’eliminazione dopo essersi trovata sotto 2-1 prima di imporsi nella decisiva gara-5 al PalaDozza con un netto 93-61.
La semifinale contro Verona si era rivelata un calvario. La Fortitudo aveva perso le prime due gare in casa per un solo punto ciascuna — la seconda addirittura 75-74 dopo un supplementare — e nella terza partita, giocata in trasferta, non era riuscita a evitare l’eliminazione. A pesare anche l’assenza di Gianluca Della Rosa, il playmaker pistoiese costretto al ricovero ospedaliero per un infortunio subito nei quarti contro Avellino. Un epilogo beffardo per una squadra che, secondo le proiezioni pre-playoff, era accreditata del 35% di probabilità di promozione contro il 15% di Verona.
Caja aveva accettato il verdetto con dignità, ma non senza rimpianti: “Siamo sotto 0-2 ma abbiamo avuto in entrambi i casi l’ultimo possesso: siamo orgogliosi, abbiamo giocato sempre alla pari, una ce la saremmo meritata”. Parole che fotografano bene lo spirito di una squadra che ha lottato fino all’ultimo, senza però riuscire a fare il passo decisivo. Sul fronte societario, nel frattempo, Matteo Gentilini è destinato a detenere la maggioranza assoluta del club, mentre Rossano Guerri ha già lavorato alacremente ai contatti con procuratori e giocatori per costruire la squadra del futuro.
Ora la Effe riparte con un nuovo allenatore, innesti mirati e la stessa ossessione di sempre: riportare il basket della Fortitudo Bologna nel palcoscenico che le compete. Il PalaDozza attende.