Avellino è travolta: la lezione di Attilio Caja alla Fortitudo Bologna

Articolo di Marco Enzo Venturini

La semifinale contro Verona arriva battendo Avellino per 93-61: Attilio Caja evidenzia le chiavi del successo, al culmine di una serie complicata.

La Fortitudo Bologna prevale su Avellino con il risultato di 93-61, dando respiro a una rincorsa alla promozione in Serie A che si era complicata nel corso della serie contro i campani. Lo ha sottolineato senza giri di parole anche Attilio Caja, che nel dopopartita ha messo al microscopio le difficoltà che i suoi hanno dovuto affrontare riuscendo a superarle.

“La serie contro Avellino era sul 2-2, e questa per noi era una partita decisamente complicata – ha sottolineato Caja in conferenza stampa -. Con il dentro o fuori, la pressione sulla Fortitudo era altissima. Questi ragazzi sono comunque riusciti a dimostrare quanto si meritassero la gara dopo quanto hanno lavorato per tutto l’anno. Abbiamo indirizzato la partita già nel primo quarto, con una grande difesa e un 28-9 che è pesato tantissimo”.

“Chi pensa che le partite vadano tutte vinte, si sbaglia di grosso. Ad Avellino eravamo davanti all’intervallo in entrambe le partite, ma chi ha vissuto quelle situazioni come tragedie non capisce come funziona lo sport. Voglio quindi fare i complimenti a tutta la Fortitudo, perché questi ragazzi sono stati bravissimi a contenere le palle perse contro Avellino. Una squadra che ci mette sempre in difficoltà”, ha aggiunto Caja.

La strada che ha portato al successo decisivo di gara-5 è stata tutt’altro che lineare. La serie aveva preso avvio nel migliore dei modi per la Effe, con un netto 76-58 al PalaDozza in gara-1, in cui Sorokas era stato il trascinatore con 17 punti. Già allora, però, Caja aveva invitato i suoi a non esaltarsi: “Dobbiamo fare poche feste e resettare. Il divario reale non è questo, Avellino è una grande squadra e noi dobbiamo farci trovare pronti sabato e decisamente più brillanti in attacco”.

La serie si era poi complicata in Irpinia. In gara-3, dopo un primo tempo dominato con i bolognesi avanti 30-45 all’intervallo, la Fortitudo era crollata nella ripresa, subendo una rimonta che aveva fissato il punteggio sul 75-71 per Avellino, con Francis (22 punti) e Lewis (21) sugli scudi per i campani. Caja aveva individuato nel rimbalzo offensivo il fattore decisivo di quella sconfitta, e non aveva risparmiato una stoccata a Mastellari, reo di aver sbagliato deliberatamente un tiro libero nel finale: “Ha deciso di sbagliare senza che nessuno glielo dicesse, quel libero era da segnare. Mica mancava un secondo, ne mancavano otto”.

Anche gara-4 si era rivelata un’occasione sprecata: Avellino aveva nuovamente fatto valere il fattore casalingo, spegnendo le speranze di chiusura anticipata della serie con un devastante parziale di 19-2 nel terzo quarto. Eppure, anche in quel frangente, Caja aveva mantenuto la bussola: “Complimenti ad Avellino, ci vediamo domenica a Bologna. Ci siamo meritati sul campo di avere la gara 5 in casa”.

Il PalaDozza ha dunque risposto presente nel momento più importante, confermando il suo peso specifico in una stagione in cui la Fortitudo aveva già dimostrato di saper fare della difesa e del proprio pubblico due armi fondamentali. La Effe aveva chiuso la regular season al terzo posto, con un differenziale punti di +168, alle spalle di Scafati — già promossa — e Pesaro, cedendo il secondo gradino del podio per via degli scontri diretti sfavorevoli. Numeri che, alla vigilia dei playoff, avevano spinto persino le proiezioni dell’intelligenza artificiale a indicare Bologna come la squadra più attrezzata per arrivare fino in fondo, con una stima del 35% di probabilità di promozione. Avellino, per contro, era accreditata di un misero 1%: la realtà del campo, come spesso accade, si è incaricata di rendere quei numeri molto meno netti del previsto.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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