Adrien Rabiot

Aggiornato Dom 07 Giu 2026 alle 13:32

La stagione 2025-2026 di Adrien Rabiot al Milan si è rivelata una delle storie più interessanti del calcio italiano. Il centrocampista francese, arrivato in rossonero nell’ultima fase del calciomercato estivo 2025 dall’Olympique Marsiglia, ha saputo imporsi come uno dei leader della squadra allenata da Massimiliano Allegri, contribuendo in modo determinante alla rincorsa del Diavolo nelle zone alte della Serie A.

Rabiot decisivo contro il Torino: le ultime notizie sul Milan

Le ultime news riguardanti il centrocampista francese arrivano dalla sfida di campionato contro il Torino, terminata 3-2 in favore del Milan al Meazza. Rabiot è stato tra i protagonisti assoluti della ripresa rossonera: dopo che Simeone aveva pareggiato i conti nel finale del primo tempo, il francese ha riportato avanti i suoi con un tap-in al 54′, su assist di Pulisic imbeccato splendidamente da Modric. Due minuti più tardi Fofana ha calato il tris, rendendo inutile il rigore trasformato da Vlasic all’81’. Grazie a questa vittoria, il Milan si è ripreso il secondo posto in classifica con 63 punti, a più uno sul Napoli e a meno cinque dall’Inter.

Un risultato che assume ancora più valore se si considera il percorso accidentato vissuto da Rabiot nel corso della stagione. A metà ottobre, il giocatore aveva riportato una lesione del muscolo soleo al polpaccio sinistro durante il ritiro della nazionale francese, uno stop che lo aveva tenuto lontano dal campo per oltre un mese. Il rientro era avvenuto in occasione del Derby della Madonnina contro l’Inter di novembre, partita che Rabiot aveva atteso con grande entusiasmo: «Non ho mai visto il derby di Milano allo stadio, non vedo l’ora di esserci», aveva dichiarato a Dazn prima della stracittadina.

Il sogno scudetto e il rapporto con Allegri e Maignan

Fin dal momento della sua presentazione ufficiale, Rabiot non ha nascosto le proprie ambizioni: vincere lo scudetto con il Milan era l’obiettivo dichiarato, con un riferimento esplicito al titolo conquistato alla Juventus durante il Covid, festeggiato in maniera dimessa a causa della pandemia. «Stavolta mi piacerebbe festeggiarlo con tutti i tifosi in piazza», aveva detto il francese alla Gazzetta dello Sport. Un desiderio ribadito anche a dicembre in un’intervista a Sky, in cui Rabiot si era spinto oltre, promettendo addirittura un tatuaggio in caso di conquista del campionato: «Mi ritengo una persona che ragiona molto prima di fare le cose. E, sì, per una vittoria del genere potrei proprio pensarci».

Centrale nel percorso che ha portato Rabiot al Milan è stato il ruolo di Mike Maignan. Il portiere francese aveva corteggiato il centrocampista per anni, e quando l’opportunità si è concretizzata non ha perso tempo: «Già da qualche anno Maignan mi diceva di raggiungerlo qui, e quando l’ipotesi si è fatta più concreta si è messo a mia disposizione», aveva raccontato Rabiot dopo la firma. Un legame di amicizia e stima reciproca che si è tradotto anche in dichiarazioni pubbliche di supporto, come quando Maignan si era schierato apertamente con il compagno nella polemica sulla partita Milan-Como disputata a Perth, in Australia: «Sono pienamente d’accordo con Rabiot. Oggi si pensa molto all’aspetto finanziario e si dimenticano altre cose».

Altrettanto fondamentale è stato il rapporto con Massimiliano Allegri, che Rabiot aveva già avuto come allenatore alla Juventus. Il tecnico livornese è stato uno dei principali artefici del trasferimento in rossonero, e il francese non ha mai nascosto la propria ammirazione nei suoi confronti: «Con il mister mi sono sempre trovato bene. Allegri è fantastico, è sempre positivo e sa comunicare con tutti. La sua personalità ti entra in testa». Allegri, dal canto suo, aveva definito Rabiot un «cavallo pazzo», un giocatore che dà sempre tutto e che va avanti e indietro sul campo, caratteristiche che si adattano perfettamente alla sua idea di calcio.

La leadership in campo e i consigli a Leao

Oltre al contributo tecnico, Rabiot si è distinto per il suo approccio da leader all’interno dello spogliatoio rossonero. Il francese ha parlato apertamente anche di Rafael Leão, indicandogli la strada per compiere l’ultimo salto di qualità: «È un giocatore che ha potenzialità, ma a 26 anni non sei più giovane. Alla sua età non c’è più tempo da perdere». Parole dirette, da veterano che conosce il valore del tempo nel calcio professionistico. In un’intervista successiva, a dicembre, Rabiot aveva comunque riconosciuto i progressi del portoghese: «Da quello che ho visto quando sono arrivato adesso, è già cambiato. A livello dell’atteggiamento in campo già c’è qualcosa di diverso».

La mentalità vincente di Rabiot si è manifestata anche nel modo in cui ha affrontato i momenti difficili della stagione, dagli infortuni alle sconfitte, mantenendo sempre alta la tensione agonistica del gruppo. Con il Milan ancora in corsa per il titolo e a meno cinque dall’Inter capolista, le ultime novità sul centrocampista francese confermano che il suo apporto resta fondamentale per le ambizioni scudetto della squadra di Allegri. La promessa del tatuaggio, per ora, resta in sospeso.