Messico
Aggiornato Mar 07 Lug 2026 alle 04:27Il Messico è senza dubbio una delle protagoniste assolute dei Mondiali 2026, un torneo che la vede nel doppio ruolo di paese ospitante e squadra in corsa per un traguardo storico. Le ultime notizie raccontano di una nazionale che ha attraversato la fase a gironi con autorità, conquistando il primo posto nel Gruppo A a punteggio pieno, e che ora si prepara ad affrontare gli ottavi di finale con l’entusiasmo di un’intera nazione alle spalle — un entusiasmo che, purtroppo, ha già avuto conseguenze tragiche.
El Tricolor vola agli ottavi: il cammino della nazionale messicana
Il percorso del Messico nel torneo è iniziato l’11 giugno con la vittoria nella partita inaugurale contro il Sudafrica, battuto 2-0 all’iconico Stadio Azteca di Città del Messico. Quiñones al 9′ e Jiménez al 67′ hanno firmato i gol della vittoria, con gli africani ridotti in nove uomini per le espulsioni di Sithole e Zwane. Un esordio convincente che ha subito lanciato un segnale chiaro al resto del torneo.
La squadra ha poi confermato il proprio valore nelle successive uscite del girone, chiudendo infine con un netto 3-0 sulla Repubblica Ceca — già eliminata — grazie alle reti di Chavez, Quinones e Fidalgo. Nel finale di quella partita, il momento più emozionante: l’ingresso in campo di Guillermo Ochoa, portiere quarantenne alla sua sesta partecipazione mondiale, accolto dall’ovazione del pubblico dell’Azteca. Un simbolo vivente del calcio messicano che ha salutato il torneo con la dignità che merita.
Agli ottavi di finale, El Tricolor ha poi superato l’Ecuador per 2-0, rompendo una maledizione che durava da quarant’anni: per la prima volta dal 1986, il Messico ha vinto una partita della fase a eliminazione diretta di un Mondiale. Un risultato che ha scatenato festeggiamenti di proporzioni enormi in tutto il paese, con oltre un milione di persone riversatesi nelle strade di Città del Messico.
La tragedia dei festeggiamenti e l’attesa per l’Inghilterra
La gioia per la vittoria contro l’Ecuador ha però avuto un risvolto drammatico. Almeno due persone — una ragazza di 19 anni e un uomo di 44 — hanno perso la vita durante le celebrazioni di massa a Città del Messico, morte per asfissia a causa della calca formatasi nelle piazze della capitale, in particolare intorno al monumento dell’Angelo dell’Indipendenza. Una terza vittima sarebbe stata confermata, ma i dati non erano ancora stati resi noti al momento della notizia. Una tragedia che ha gettato un’ombra sulla festa di un intero popolo.
Ora il Messico si prepara alla sfida più attesa: gli ottavi di finale contro l’Inghilterra, in programma domenica sera. La partita, inizialmente fissata all’una di notte ora italiana, è stata anticipata alle 20:00 per via delle previsioni meteo che indicano possibili temporali e forti piogge intorno all’orario originale. La FIFA non ha fornito spiegazioni ufficiali, ma la decisione ricorda quanto accaduto nella fase a gironi, quando la partita tra Francia e Iraq a Philadelphia era stata ritardata di oltre due ore per maltempo.
L’esterno inglese Marcus Rashford, interpellato sul cambio d’orario, ha minimizzato: “Non è l’ideale, ma in fondo non cambia davvero niente. Siamo pronti a qualsiasi sfida”. Dal canto suo, il Messico può contare sul fortino dell’Azteca, uno stadio situato a 2.240 metri di altitudine dove la nazionale ha perso solo due partite ufficiali in 89 disputate — l’ultima in una gara di qualificazione contro l’Honduras nel settembre 2013. Un vantaggio ambientale non trascurabile contro una squadra europea che deve adattarsi al clima e all’altitudine della capitale messicana.
Un paese, uno stadio, una storia
Quello che emerge dalle ultime notizie sul Messico ai Mondiali 2026 è il ritratto di un paese che vive il calcio con un’intensità difficile da eguagliare. Il cammino nel girone ha mostrato una squadra solida, capace di vincere tutte e tre le partite senza subire gol, sfruttando il fattore campo in modo determinante. L’Azteca si conferma un teatro unico, capace di trasformare ogni partita casalinga in un evento di portata nazionale.
La rottura della cosiddetta “maledizione degli ottavi” — il Messico era uscito ai sedicesimi o agli ottavi in ogni Mondiale dal 1994 al 2022 — ha assunto un significato quasi mitologico per i tifosi della Tricolor. E ora, con l’Inghilterra nel mirino e l’Azteca ancora una volta teatro della sfida, la nazionale messicana sogna di spingersi ancora più in là, trascinata da un pubblico che ha già dimostrato di essere disposto a tutto pur di celebrare i propri eroi.