Di Canio: “Mentalità in Italia da anni ’70, Lewandowski ex da Bar Corallo”

Articolo di Martino Davidi

L'ex attaccante si scatena contro il calcio italiano dopo la partita PSG-Bayern

L’ex attaccante Paolo Di Canio ha celebrato la partita PSG-Bayern Monaco in una intervista alla Repubblica. Secondo l’ex giocatore e ora commentatore Sky a Parigi si è fatta la storia: “Ho visto e rivisto una delle partite più belle di sempre, giocatori così in Italia non possiamo permetterceli”.

“Dopo venti ore, la sto riguardando in treno. Le corse palla al piede di quaranta metri, le scelte fatte e poi cambiate a duecento all’ora, il controllo totale: è stato puro cinema. Che film mi ricorda? Godzilla contro King Kong. Creature forti e agili, che se le danno senza calcoli, con colpi di scena continui”, ha continuato Di Canio, che poi se l’è presa con le critiche arrivate dall’Italia.

“Difensori sotto accusa? Ma che dovevano fare? È un ragionamento anni Settanta. Noi italiani pensiamo di essere i maghi della difesa, poi il Bayern fa 10 gol in due partite all’Atalanta, il Psg ne rifila cinque all’Inter. Siamo solo invidiosi. Da noi c’è chi si esalta per Lukaku e Leao, con tutto il rispetto”.

Di Canio ha poi commentato ironicamente le voci su un possibile arrivo di Robert Lewandowski alla Juventus o al Milan: “Aspettiamo Lewandowski, a 38 anni. Mi ricorda quando i calciatori di Serie C, dopo il ritiro, venivano a giocare al Bar Corallo, al Quarticciolo, il mio quartiere a Roma. Li vedevamo e dicevamo: “Ammazza che forte, oh!”. Ma è l’inizio della fine. Negli anni Novanta i Palloni d’Oro si vincevano giocando in Serie A. Siamo scivolati fuori dal grande calcio”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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