Dorothea Wierer
Aggiornato Dom 06 Set 2026 alle 15:37Dorothea Wierer ha scritto l’ultima pagina di una carriera leggendaria nel biathlon mondiale, concludendo la sua avventura agonistica alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 con una classe e un’eleganza che hanno commosso l’intero movimento sportivo italiano. Le ultime notizie la riguardano non solo come atleta ritirata, ma come simbolo vivente di uno sport che in Italia ha trovato in lei la sua massima espressione.
Il gran finale a Milano Cortina 2026
La biatleta di Anterselva ha vissuto i suoi ultimi Giochi Olimpici in casa con un’intensità emotiva straordinaria. L’avventura olimpica era iniziata nel migliore dei modi: l’argento nella staffetta mista dell’8 febbraio, conquistato insieme a Lisa Vittozzi, Lukas Hofer e Tommaso Giacomel, aveva regalato a Wierer il primo argento olimpico della carriera, raggiunto davanti al proprio pubblico. «Tremavo, avevo le gambe pesantissime», aveva confessato al traguardo, visibilmente emozionata. La Francia si era imposta, ma il secondo posto aveva rappresentato un regalo prezioso per tutta la squadra azzurra.
Nelle gare individuali successive il cammino era stato più tortuoso: un quinto posto nell’individuale, condizionato da qualche difficoltà fisica, e una sprint complicata da tre errori al poligono. Ma il gran finale era arrivato il 21 febbraio con la mass start 12,5 km, ultima gara della carriera, disputata proprio ad Anterselva, il luogo del cuore. Wierer aveva chiuso quinta, a soli 30 secondi dalla vincitrice francese Oceane Michelon, accolta al traguardo da un mazzo di fiori e dall’abbraccio commosso di tutte le colleghe. Le tribune avevano tributato un’ovazione a una delle più grandi di sempre.
«Non so come sarà, magari piangerò oppure riderò», aveva detto alla vigilia. Alla fine, erano arrivate entrambe le cose. Nella sua lettera di addio pubblicata su Instagram, Wierer aveva scritto: «Non avrei mai immaginato di ricevere così tanto affetto da parte delle persone che mi seguono e che seguono il biathlon. Grazie a tutti i tifosi ho capito quanto sia importante essere se stessi, essere rispettosi e riuscire a trasmettere emozioni non solo tramite il risultato».
Un palmares da leggenda
Le ultime novità sul conto di Wierer confermano quanto la sua eredità sportiva sia destinata a durare nel tempo. Il palmarès della campionessa altoatesina è semplicemente impressionante: quattro medaglie olimpiche totali, con i bronzi nelle staffette miste di Sochi 2014 e PyeongChang 2018, il bronzo nella sprint di Pechino 2022 e l’argento nella staffetta mista a Milano Cortina 2026. Ai Mondiali ha collezionato 12 medaglie, tra cui tre ori individuali. In Coppa del Mondo ha vinto per due anni consecutivi la classifica generale (2018-2019 e 2019-2020), oltre a quattro Coppe di specialità. Le sue 14 vittorie individuali in Coppa del Mondo e i 47 podi individuali raccontano una continuità ai vertici che pochi atleti al mondo possono vantare.
La stagione che ha preceduto il ritiro era stata, peraltro, di altissimo livello. Wierer aveva trionfato nella 15 km di Östersund a dicembre 2025, tornando sul gradino più alto del podio dopo oltre due anni di assenza, e aveva contribuito in modo determinante alla vittoria italiana nella staffetta mista di Nove Mesto na Morave a gennaio 2026, a poco più di due settimane dall’inizio dei Giochi. Segnali chiari di una campionessa che aveva saputo gestire il proprio corpo e la propria mente fino all’ultimo, arrivando all’appuntamento più importante in condizioni competitive.
Riconoscimenti e stima trasversale
Dopo il ritiro, i tributi non si sono fermati. Jannik Sinner, il numero uno del tennis mondiale, ha voluto celebrarla con un messaggio sui social, ricondividendo il post di addio della biatleta nelle sue storie Instagram con le parole «Che carriera, complimenti». Un gesto significativo tra due campioni che si stimano profondamente: Wierer aveva difeso Sinner pubblicamente durante il caso Clostebol, definendolo «un bravissimo ragazzo, un grande professionista e un grande atleta».
A maggio 2026 è arrivato un ulteriore riconoscimento ufficiale: il FORST Award – Best Performance, assegnato per la terza volta dalla Birra FORST insieme alla Federazione Italiana Sport Invernali, ha dedicato a Wierer una menzione speciale. «La sua straordinaria carriera nel biathlon ha segnato un’intera epoca e continua ancora oggi a rappresentare una forte fonte di ispirazione per giovani atlete e atleti», si legge nella motivazione. Un premio che va oltre il risultato sportivo e riconosce il valore esemplare di una carriera costruita su autenticità, responsabilità e passione.
Dorothea Wierer lascia il biathlon a 35 anni con la consapevolezza di aver dato tutto. «Ed ora inizia una nuova vita», aveva detto al traguardo di Anterselva. Una vita nuova per una campionessa che ha già scritto la storia.