Tennis

Aggiornato Mar 19 Mag 2026 alle 08:46

Il tennis italiano vive giorni di grande fermento, con gli Internazionali d’Italia al Foro Italico di Roma che stanno già regalando emozioni, storie e conferme di un movimento in salute come mai prima d’ora. Al centro di tutto, inevitabilmente, c’è Jannik Sinner, numero uno al mondo e dominatore assoluto del circuito ATP in questo 2026.

Sinner, un dominio senza precedenti

Il fuoriclasse di Sesto Pusteria si presenta a Roma dopo aver conquistato cinque Masters 1000 consecutivi — Parigi 2025, Indian Wells, Miami, Monte Carlo e Madrid — un filotto che non ha precedenti nella storia del tennis. A Madrid ha demolito Alexander Zverev in appena 58 minuti nella finale, portando a nove la striscia di vittorie consecutive nei testa a testa con il tedesco. Toni Nadal, intervenuto ai microfoni di ‘Onda Cero’, ha commentato senza mezzi termini: “Sinner ha fatto capire a Zverev di essergli superiore in tutto. Jannik è un giocatore solido e continuo, ha completamente cancellato la fiducia di Zverev”.

I numeri che accompagnano l’altoatesino sono da capogiro: 14.350 punti nel ranking ATP, una soglia superata nella storia solo da Djokovic, Federer e Nadal. A 24 anni, Sinner è già il più giovane tennista di sempre ad aver raggiunto almeno una finale in tutti e nove i Masters 1000. L’ex tennista americano Sam Querrey, nel suo podcast, non ha dubbi: “Sinner supererà il record di Djokovic nelle vittorie consecutive nei Masters 1000. Senza Alcaraz, chi dovrebbe batterlo?”.

A proposito di Carlos Alcaraz: l’assenza del murciano, fermo per un infortunio al polso che gli farà saltare non solo Roma ma anche il Roland Garros, pesa sull’equilibrio del circuito. Paradossalmente, come ha sottolineato il coach Simone Vagnozzi, questa situazione non semplifica la vita a Sinner: “Senza il principale rivale non è più facile, anzi: c’è un pizzico di pressione in più”. Le parole di Vagnozzi sull’assenza di Alcaraz hanno sorpreso più di un addetto ai lavori, ma fotografano con lucidità la complessità psicologica di mantenere la concentrazione senza un avversario all’altezza.

In conferenza stampa alla vigilia del suo debutto romano, Sinner ha anche voluto rispedire al mittente l’etichetta di giocatore “robotico”: “Certo che mi diverto, ma sto anche facendo di tutto per diventare il miglior tennista possibile. Ho 24 anni ed è giusto anche divertirmi. Magari lo mostro un po’ meno, ma voi non sapete davvero come sono fuori dal campo”.

Il tennis italiano brilla: da Paolini alla rivelazione Basiletti

Se Sinner rappresenta la vetta, il tennis italiano nel suo complesso sta attraversando una stagione straordinaria. Jasmine Paolini, testa di serie numero 9 al Foro Italico, ha superato in tre set la francese Leolia Jeanjean — in una partita più complicata del previsto — e si è qualificata per il terzo turno, dove affronterà Elise Mertens. La campionessa azzurra ha dovuto rimontare dopo aver perso il primo set al tiebreak, dimostrando ancora una volta la solidità mentale che la contraddistingue.

La vera sorpresa del torneo femminile porta però il nome di Noemi Basiletti, 19 anni non ancora compiuti, nata l’11 marzo 2006. La giovane toscana ha trasformato il suo debutto a Roma in una piccola impresa: partita dalle pre-qualificazioni, ha vinto cinque incontri consecutivi per arrivare al tabellone principale, dove ha poi sconfitto Ajla Tomljanovic — ex numero 32 WTA — con il punteggio di 7-5, 6-4. La storia di Basiletti agli Internazionali ricorda, seppur da lontano, il debutto romano di Sinner nel 2019. Formatasi per tre anni alla Rafael Nadal Academy e ora seguita dal team di Gennaro Vulturo e Federico Maccari a Torino, Basiletti guadagnerà almeno cento posizioni nel ranking WTA, attestandosi intorno alla trecentoventesima posizione. Al secondo turno la attende Elina Svitolina.

Sul fronte maschile, Mattia Bellucci ha superato Roman Andres Burruchaga con un doppio 6-4, mentre Federico Cinà ha lottato con coraggio contro Alexander Blockx — la grande rivelazione del Masters 1000 di Madrid — prima di cedere 4-6, 6-1, 6-3. Proprio Blockx, il belga classe 2005 che a Madrid aveva eliminato tra gli altri Felix Auger-Aliassime e raggiunto la semifinale, è uno dei nomi più interessanti del circuito in questo momento.

A tenere alta l’attenzione sul movimento italiano c’è anche Flavio Cobolli, che a Madrid aveva firmato la vittoria più prestigiosa della sua carriera battendo Daniil Medvedev negli ottavi di finale. Il romano, proiettato virtualmente al numero 12 del mondo dopo quel risultato, è ora testa di serie numero 10 agli Internazionali d’Italia e punta a confermare la propria crescita davanti al pubblico di casa. Il successo di Cobolli su Medvedev a Madrid ha certificato che il ventitreenne romano sa non solo stare con i grandi, ma anche batterli.

Attorno a tutto questo fermento sportivo, purtroppo, si è inserita anche una nota stonata: alla vigilia del torneo romano sono apparsi nella Capitale alcuni adesivi con vergognosi attacchi omofobi nei confronti di Sinner, denunciati pubblicamente dal giornalista Andrea Prandi. Il numero uno del mondo, come sempre, ha scelto di non alimentare polemiche, lasciando che fossero i risultati a parlare per lui. Una risposta silenziosa ma eloquente, perfettamente in linea con il personaggio.