Il fuoriclasse azzurro, che ha fissato un nuovo primato a livello di Masters 1000, non pensa soltanto a quanto accade in campo.
Agli Internazionali d’Italia 2026 Jannik Sinner sta continuando a riscrivere la storia. La vittoria nei quarti di finale contro Andrei Rublev, la numero 32 consecutiva a livello di Masters 1000, mai nessuno come lui, consolida un dominio che dura da mesi, anche se il match di giovedì ha lasciato emergere anche il lato più umano del numero uno al mondo.
Dopo un primo set gestito con autorità, Sinner ha infatti attraversato un passaggio più complicato nella parte centrale del secondo, prima di riprendere il controllo del match. Una flessione comprensibile, soprattutto alla luce del percorso affrontato negli ultimi due mesi e della densità del calendario sulla terra.
Nel post‑partita, l’azzurro non ha nascosto la fatica accumulata: “Gli scambi sono più lunghi, poi da torneo a torneo cambia tutto, anche sulla stessa superficie. A Montecarlo tutti fanno più fatica, Madrid è un torneo a sé. Roma un torneo particolare, al quale si arriva con tre settimane di allenamenti e partite. Qui si vede il livello per poi andare al Roland Garros. Sono contento di come sta andando, ma dopo questo torneo mi serve un po’ di riposo”.
Le parole di Sinner raccontano più di qualsiasi statistica: Jannik non vuole infatti nascondere il peso degli impegni ravvicinati e la necessità di ricaricare le energie prima del Roland Garros, l’appuntamento che può indirizzare in modo decisivo la sua stagione e non solo, trattandosi dell’unico Slam che ancora gli manca nel palmarès personale.
Il record, intanto, è stato aggiornato: 32 vittorie consecutive nei Masters 1000, superando ogni precedente nella storia del circuito. Un traguardo che certifica la continuità, la solidità e la capacità di gestire ogni superficie. Ma Sinner, più che celebrare, guarda avanti. E ammette che per arrivare al meglio al Roland Garros servirà fermarsi e respirare, per ripartire con la massima energia.