Anche nella finale degli Internazionali d'Italia la mamma del fuoriclasse azzurro ha dovuto fare i conti con le emozioni regalate dal figlio.
Non è passato inosservato, agli occhi di tutti gli appassionati incollati al televisore per seguire l’ennesima impresa di Jannik Sinner, il gesto di mamma Siglinde, seduta in tribuna accanto al papà di Jannik, Hanspeter, per seguire al Campo Centrale del Foro Italico la finale degli Internazionali d’Italia che proprio Sinner ha vinto contro Casper Ruud.
Nelle ultimissime battute del match, infatti, la signora Siglinde ha preferito abbassare la testa e coprirsi il volto, travolta dalle emozioni che suo figlio stava nel contempo regalando sul campo intitolato a Nicola Pietrangeli, due volte campione a Roma. Un gesto che ha immediatamente commosso tutta la comunità di persone che segue il tennis e commenta in tempo reale su internet e che certifica come sia impossibile, persino per la famiglia Sinner, abituarsi alle vittorie.
Del resto, le emozioni vissute dalla famiglia Sinner nel corso di questa settimana romana erano già state intense prima ancora della finale. In occasione della semifinale contro Daniil Medvedev, iniziata venerdì sera e conclusa solo sabato pomeriggio, mamma Siglinde aveva dovuto lasciare il Campo Centrale dopo il secondo set, troppo provata dall’emozione nel vedere il figlio soffrire fisicamente in campo. Una sensibilità, la sua, che evidentemente non conosce tregua nemmeno quando Jannik trionfa.
La vittoria in finale contro Casper Ruud, 6-4, 6-4 in un’ora e quarantacinque minuti, ha consegnato a Sinner il primo titolo degli Internazionali d’Italia in carriera, rendendolo il primo italiano a conquistare il torneo romano dopo Adriano Panatta, che ci riuscì nel lontano 1976, esattamente cinquant’anni fa. Un traguardo storico, dunque, che va ben oltre il semplice risultato sportivo.
Non solo: il successo al Foro Italico vale a Sinner il sesto Masters 1000 consecutivo, dopo Parigi 2025, Indian Wells, Miami, Monte Carlo e Madrid, e lo rende il primo tennista dopo Rafael Nadal, che ci riuscì nel 2010, sedici anni fa, a conquistare nello stesso anno tutti e tre i Masters 1000 sulla terra rossa. Un’impresa titanica, che conferma ulteriormente la straordinaria continuità di rendimento del campione altoatesino.
In tribuna, accanto ai genitori Hanspeter e Siglinde, era presente anche la fidanzata di Jannik, la modella danese Laila Hasanovic, che si era già fatta notare nei giorni precedenti al Foro Italico confermando il suo ruolo di portafortuna per il numero uno del mondo. Una presenza discreta ma costante, specchio di un entourage familiare e affettivo che rappresenta evidentemente un pilastro fondamentale nell’equilibrio di un campione che, come ha spiegato il suo preparatore atletico Marco Panichi, sa “surfare sulle emozioni, restando sempre sulla cresta dell’onda”. Una dote con cui, a differenza di Jannik, la sua famiglia fa ancora un po’ di fatica.