Serie A basket
Aggiornato Sab 11 Lug 2026 alle 11:57La stagione 2025-2026 della Serie A basket si è conclusa lasciando in eredità numeri importanti, colpi di scena e discussioni destinate a influenzare il futuro del movimento cestistico italiano. Dalle ultime notizie disponibili emerge un quadro complessivamente positivo, con record di presenze nei palazzetti e una crescita costante dell’interesse del pubblico, ma anche questioni aperte sul piano regolamentare e societario.
Pubblico in crescita: i numeri record della stagione regolare
Le ultime novità diffuse dalla Lega Basket fotografano una stagione da incorniciare sul fronte dell’affluenza. Le 210 gare della stagione regolare 2025-2026 hanno attirato complessivamente 1.724.100 spettatori, con una media di 4.105 presenze a partita, dato praticamente identico al record recente di due stagioni fa e superiore del 3,6% rispetto all’annata precedente. L’indice di riempimento complessivo si è attestato al 76%, il migliore delle ultime quattro stagioni.
A dominare tutte le classifiche è l’Olimpia Milano, che guida per spettatori totali (91.266), media per gara (6.519), incasso complessivo (1.720.289 euro) e incasso medio (122.878 euro a partita). Il record stagionale di presenze è arrivato in occasione della celebrazione dei 90 anni del club meneghino, con 11.469 spettatori all’Unipol Forum per la sfida contro Sassari. Alle spalle di Milano, per media spettatori, si collocano Virtus Bologna, Trieste, Cantù e Brescia.
Tra le sorprese più significative spicca la crescita di Tortona, che grazie al trasferimento alla Nova Arena ha registrato un incremento del +59,6% rispetto alla stagione precedente, portando la media a 3.600 spettatori. Altrettanto notevole il balzo delle neopromosse: Cantù è passata da 3.150 a 4.757 spettatori (+51%), mentre Udine si conferma la piazza più calda in termini di riempimento, con il PalaCarnera che ha raggiunto il 98,9% dei posti occupati. Tutti i dati sui palazzetti della Serie A confermano un movimento in salute e in espansione.
Il campo: playoff e verdetti della regular season
Sul piano sportivo, la stagione regolare si è chiusa con la Virtus Bologna in vetta con 46 punti, quattro in più della Germani Brescia seconda classificata. L’Olimpia Milano ha dovuto accontentarsi del terzo posto a 40 punti, mentre la Reyer Venezia ha chiuso quarta a quota 38. La sorpresa finale è arrivata nell’ultimo turno, con la Dolomiti Energia Trento che, battendo proprio Milano per 84-74, ha strappato l’ottavo posto utile per i playoff a scapito di Varese, eliminata in virtù degli scontri diretti sfavorevoli nonostante i 30 punti di Nkamouha nel ko interno contro Bologna.
I quarti di finale dei playoff hanno visto incroci di grande interesse: Bologna contro Trento, Brescia contro Trieste, Milano contro Reggio Emilia e Venezia contro Tortona. Il quadro completo dei playoff ha delineato un tabellone equilibrato, con le semifinali che hanno messo di fronte le vincenti dei rispettivi incroci. In coda, Sassari ha salutato la massima serie, mentre Cantù ha conquistato la salvezza senza dover dipendere dai risultati altrui nell’ultima giornata.
Il caso Trapani e il dibattito sui giocatori italiani
La stagione è stata segnata in modo indelebile dal caso Trapani Shark, la cui esclusione dal campionato ha stravolto classifica e dinamiche del torneo. Il Collegio di Garanzia del CONI ha rigettato tutti i ricorsi presentati dal club granata, confermando le sanzioni inflitte dalla giustizia sportiva: esclusione dal campionato, annullamento di tutte le partite disputate, ammenda di 600.000 euro e tre mesi di inibizione per il legale rappresentante Valerio Antonini. La vicenda Trapani si è così chiusa definitivamente in sede giuridica, con il club siciliano che conserva il diritto di iscriversi al campionato Senior a libera partecipazione.
Parallelamente, ha tenuto banco il dibattito sull’utilizzo dei giocatori italiani in Serie A. La GIBA, l’associazione dei giocatori italiani di basket, ha preso una posizione netta contro l’ipotesi di introdurre uno straniero aggiuntivo nei roster, sottolineando come le regole attuali siano state concepite per garantire spazio di crescita agli atleti azzurri. «L’esempio del calcio, per il quale si sta pensando di andare nella direzione opposta dopo le mancate qualificazioni ai Mondiali, dovrebbe essere un monito chiaro», si legge nella nota dell’associazione, che ha anche evidenziato come molti giovani italiani potrebbero tornare dall’esperienza nei college americani arricchendo ulteriormente il bacino di talenti disponibili per la massima serie. La GIBA ha inoltre ribadito che qualsiasi modifica regolamentare non potrà essere applicata già dalla stagione 2026-2027, chiedendo tempi adeguati di confronto e dati certi prima di qualsiasi decisione.