Trapani Shark, il forfait costa carissimo: pugno duro del Giudice sportivo

Articolo di Francesco Lucivero

Sono arrivate le sanzioni relative alla mancata disputa di Virtus Bologna-Trapani, inizialmente in programma domenica.

Sono arrivate nel pomeriggio di lunedì le decisioni riguardanti la partita Virtus Bologna-Trapani Shark, inizialmente programmata per domenica 4 gennaio e non disputata per la decisione, da parte del club granata, di non presentarsi alla Virtus Arena. La gara non sarà recuperata: il Giudice sportivo ha ravvisato infatti gli estremi per l’assegnazione a tavolino del successo alle Vu Nere. Inoltre è stata comminata una multa nei confronti del club siciliano di 50mila euro, che va ad aggiungersi alle sanzioni delle scorse settimane.

Questa la motivazione riportata dalla nota della FIP pubblicata lunedì: “Il Giudice sportivo nazionale, vista la mail del 2 gennaio 2026 con la quale la società Trapani Shark S.S.D. A R.L. comunicava alla FIP e, per conoscenza, alla LBA l’impossibilità di partecipare alla gara n. 105 del Campionato di serie A/M programmata per il 4 gennaio 2026 contro la Virtus Bologna per asseriti motivi di forza maggiore ritenuti dalla LBA non idonei a giustificare il rinvio di gare già calendarizzate; ritenuto, pertanto, che debba trovare applicazione quanto disposto dall’art. 14 R.E. gare e dagli artt. 18, 49 e 55, primo comma, R.G.; preso atto che detta comunicazione è stata inviata entro le 48 ore prima della disputa della predetta gara; dispone: la perdita della gara e omologazione della stessa con il risultato di 20-0 con obbligo del Trapani Shark S.S.D. A R.L. di pagamento dell’ammenda di Euro 50.000,00 prevista per la prima rinuncia alle gare dall’art. 8.3 C.U. Contributi (art. 14 R.E. gare, art. 18 R.G., art. 49 R.G., art. 55 R.G.)”.

La società siciliana, alcuni giorni prima della gara in questione, aveva contestato la gestione del calendario e la mancata concessione del rinvio richiesto per ragioni organizzative e logistiche, parlando di una “disparità di trattamento rispetto ad altri casi analoghi”. FIP e LBA avevano invece ribadito la piena applicazione delle norme, spiegando che non sussistevano le condizioni previste dal protocollo stagionale. La tensione era aumentata ulteriormente quando Trapani aveva diffuso una nota in cui parlava di “decisioni unilaterali e penalizzanti”, chiedendo chiarezza sui criteri adottati.

Nella replica, arrivata poco dopo, la LBA aveva definito “infondate” alcune ricostruzioni del club, precisando che ogni passaggio era stato condiviso con la Federazione e che la tutela dell’equità competitiva sarebbe rimasta il principio guida. Una posizione ufficiale che aveva irrigidito ulteriormente il confronto.

Il braccio di ferro istituzionale era così sfociato nella mancata disputa della gara, scelta ritenuta necessaria per evitare ulteriori complicazioni regolamentari. La decisione aveva congelato momentaneamente il quadro: oggi sono arrivate le conseguenze disciplinari di un caso destinato a fare ancora polemica.

Nato nel 1986, giornalista pubblicista e speaker radiofonico appassionato di comunicazione sportiva e culturale. Nell'ambito di collaborazioni con importanti editori italiani, oltre che di uffici stampa, realizza articoli, interviste e contenuti per web, radio, televisione e social media.

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