La nuova proposta agita la Serie A: c’è già chi è pronto al braccio di ferro

Articolo di Francesco Lucivero

Il tema stranieri e le nuove norme al vaglio hanno suscitato l'immediata reazione della GIBA, pronta a fare muro sul tema.

Continua a far discutere la possibile revisione dei regolamenti sull’utilizzo dei giocatori italiani nel massimo campionato italiano di basket. A tal proposito la GIBA (Giocatori Italiani Basket Associati) ha preso una netta posizione, spiegando le proprie ragioni in una nota diffusa attraverso i propri canali ufficiali.

“L’analisi dei numeri di impiego dei giocatori di formazione italiana nel massimo campionato di pallacanestro dimostra con chiarezza come consentire l’introduzione di uno straniero in più nei roster costituirebbe un rischio enorme per il futuro della nostra nazionale – si legge -. Le regole oggi in vigore sono state previste per consentire ai giocatori italiani di avere più spazio, crescere e migliorare. Senza di esse tanti atleti, oggi di vertice, non avrebbero mai avuto la chance di dimostrare il loro valore”.

“Già alla data odierna molti giocatori di formazione italiana impiegati in serie A non sono eleggibili per la nazionale – prosegue la GIBA nella nota -. Aumentare il numero dei non formati diminuirebbe ancora lo spazio per gli atleti azzurri senza alcun vantaggio né in termini economici né in termini competitivi per il movimento. L’esempio del calcio, per il quale si sta pensando di andare nella direzione opposta dopo le mancate qualificazioni ai Mondiali, dovrebbe essere un monito chiaro”.

“Con l’introduzione del contratto NIL e la possibilità per molti giovani di giocare nei college americani il prossimo anno riteniamo dovremmo dare un incentivo ai giocatori di formazione di rimanere nel nostro campionato. In ogni caso, se è vero che alcuni giovani andranno negli USA, il problema non ci sarà già tra due stagioni perché molti di loro torneranno in Italia e avremo dunque un importante flusso di giocatori che potranno essere a disposizione per il nostro campionato di Serie A”.

“Un campionato senza identità nazionale rischia inoltre di perdere il legame con il pubblico, con i territori e con le nuove generazioni di ragazzi italiani che sognano di arrivare in Serie A. Se i giovani vedono sempre meno spazio per gli italiani, quel sogno si spegne. In ogni caso sia per il principio per cui le regole non si cambiano in corsa, sia per la mancanza di numeri certi rispetto a chi la prossima stagione giocherà al college è evidente che ogni decisione in merito all’eleggibilità non possa essere discussa per il 2026/2027”.

“Al Presidente Federale Petrucci, da sempre attento al valore della nazionale e degli atleti azzurri, forniremo nelle prossime ore dati statistici, tabelle comparative e numeri concreti a sostegno della nostra posizione a tutela dei giocatori italiani” conclude l’Associazione dei giocatori.

Nato nel 1986, giornalista pubblicista e speaker radiofonico appassionato di comunicazione sportiva e culturale. Nell'ambito di collaborazioni con importanti editori italiani, oltre che di uffici stampa, realizza articoli, interviste e contenuti per web, radio, televisione e social media.

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