Red Bull
Aggiornato Mar 23 Giu 2026 alle 11:33La Red Bull sta vivendo una delle stagioni più turbolente della sua storia recente. Tra ritiri in gara, una monoposto difficile da guidare e un Max Verstappen sempre più vicino all’addio, le ultime notizie dal team di Milton Keynes dipingono un quadro preoccupante per la scuderia anglo-austriaca nel Mondiale di Formula 1 2026.
Verstappen e la Red Bull: una stagione da incubo
Il Gran Premio di Monaco ha rappresentato l’ennesimo capitolo nero di questa stagione per la Red Bull. Il ritiro lampo di Verstappen a Monte Carlo ha lasciato l’olandese a mani vuote nel weekend più iconico del calendario: partito dalla seconda posizione in griglia, la sua monoposto si è letteralmente fermata allo spegnimento dei semafori, costringendolo a ripartire in coda al gruppo prima del ritiro ufficiale al secondo giro per un problema al motore. Un epilogo che ha aperto interrogativi sempre più pressanti sulla competitività della vettura.
Non si tratta di un episodio isolato. Già nelle prime gare della stagione 2026, il quattro volte campione del mondo aveva manifestato tutta la sua frustrazione via radio, definendo la sua Red Bull “inguidabile” durante le qualifiche Sprint di Shanghai. “Non ci riesco, questa macchina è inguidabile. Non abbiamo mai avuto a che fare con una cosa del genere”, aveva tuonato Verstappen, costringendo il team principal Laurent Mekies addirittura a scusarsi pubblicamente. Al Gran Premio del Giappone, le cose non erano andate meglio: l’olandese aveva chiuso ottavo, preceduto persino dalla Alpine di Pierre Gasly, con un distacco di quasi due secondi da George Russell.
Le difficoltà tecniche trovano una spiegazione parziale nella scelta del nuovo motore Ford, una partnership inedita che ha portato con sé inevitabili incertezze. Mark Rushbrook, direttore delle prestazioni di Ford, aveva già messo le mani avanti prima dell’inizio della stagione, ammettendo che rispetto ai motoristi più esperti come Mercedes, Ferrari e Honda ci potrebbe essere un gap iniziale da colmare. Una previsione che si è rivelata, purtroppo per Verstappen, fin troppo azzeccata.
La clausola rescissoria e il futuro incerto di Verstappen
Sul fronte contrattuale, le ultime notizie sono ancora più destabilizzanti per la Red Bull. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano britannico The Telegraph, nel contratto di Verstappen — valido fino al 2028 — è presente una clausola rescissoria che gli permetterebbe di svincolarsi a fine stagione qualora, alla pausa estiva, non si trovasse nelle prime due posizioni della classifica piloti. Una condizione che, allo stato attuale, appare praticamente impossibile da soddisfare.
L’ipotesi di un addio anticipato alla Formula 1 non è più fantascienza. Verstappen ha dichiarato apertamente alla BBC di non divertirsi più: “Ci sono 22 gare e mi chiedo: ne vale la pena, o preferirei stare più a casa con la mia famiglia, vedere i miei amici, dato che non mi diverto più?”. Il pilota ha chiarito che il problema non sono i risultati in sé, ma il modo in cui si è costretti a correre con le nuove monoposto del 2026, che lui ha paragonato in passato a “una Formula E sotto steroidi” e a “Mario Kart”. Parole durissime, che hanno attirato anche le critiche dell’ex team principal della Haas Günther Steiner, secondo cui Verstappen “fa i capricci” perché non è abituato a non avere la macchina migliore in griglia.
Il malumore dell’olandese si era già manifestato in modo eclatante durante il weekend di Suzuka, dove aveva ingaggiato un acceso battibecco con il giornalista del Guardian Giles Richards, arrivando a chiedergli di lasciare la sala stampa. Un episodio che aveva fatto il giro del mondo e che fotografa perfettamente lo stato d’animo di un campione che sembra aver perso la serenità necessaria per esprimersi al massimo.
Una squadra in piena rivoluzione
A complicare ulteriormente il quadro è la profonda trasformazione interna che la Red Bull ha attraversato negli ultimi mesi. Dopo l’addio di Adrian Newey, passato all’Aston Martin, e le dimissioni di Christian Horner a metà della stagione 2025, anche lo storico consulente Helmut Marko ha lasciato il team a fine anno. A guidare la scuderia è ora Laurent Mekies, che nella seconda parte del 2025 aveva saputo rilanciare la Red Bull con sei vittorie consecutive di Verstappen, ma che nel 2026 si trova ad affrontare sfide ben più complesse sul piano tecnico.
Un altro pilastro del ciclo vincente rischiava di andarsene: Gianpiero Lambiase, il fidato ingegnere di pista di Verstappen, era stato corteggiato dall’Aston Martin per un ruolo dirigenziale di primo piano. La sua eventuale partenza avrebbe rappresentato un ulteriore colpo per un olandese già alle prese con troppe novità tutte insieme. In una Red Bull così rinnovata e in difficoltà, il richiamo di chi lo ha accompagnato in quattro titoli mondiali sarebbe stato difficile da ignorare.
Le ultime notizie dalla Red Bull raccontano dunque di una squadra a un bivio: da un lato la necessità di trovare rapidamente le risposte tecniche per rendere competitiva una monoposto che al momento non soddisfa nessuno, dall’altro la gestione di un campione sempre più insofferente e con un piede fuori dalla porta. Il destino della scuderia austriaca, almeno nel breve periodo, sembra dipendere in larga misura da quanto velocemente riuscirà a risolvere i problemi della sua vettura — e da quanto a lungo Verstappen sarà disposto ad aspettare.