Kimi Antonelli: in Austria si ufficializza l’alleanza che può cambiare la F1

Articolo di Marco Enzo Venturini

Una serie di comportamenti di Kimi Antonelli dopo la conclusione del Gran Premio dell'Austria potrebbe avere effetti anche per la Ferrari.

Il Gran Premio d’Austria di Formula 1 non ha solo rimescolato le carte nelle primissime posizioni del Mondiale, dopo il ritorno alla vittoria di George Russell, la rinascita di Max Verstappen secondo al traguardo, il podio artigliato da un solido Kimi Antonelli e il flop della Ferrari. Proprio tutto ciò che è successo nelle varie cerimonie post gara ha certificato un equilibrio nei rapporti interni tra il fuoriclasse bolognese e i suoi colleghi che non è passato inosservato a chi era presente nell’autodromo di Spielberg.

Sin dalle primissime dichiarazioni a caldo, per poi passare alla fase di “cool down”, alle celebrazioni del podio e alle successive interviste svolte a fine giornata, è parso evidente il desiderio di Antonelli e Verstappen di parlottare tra loro lasciando di fatto isolato il vincitore Russell. La dinamica è stata talmente palese che David Coulthard, vecchio volpone della F1 a cui era stato assegnato il compito di intervistare i tre del podio, ha sottolineato il tutto due volte in Mondovisione. “Aspetta George, non andare via che dopo dobbiamo parlare ancora”, ha dichiarato lo scozzese al vincitore che si stava allontanando dopo aver risposto alle prime domande. “Ti hanno lasciato solo. Forse non erano interessati a quello che avevi da dire”, ha insistito poi nel momento in cui, all’ultima domanda all’inglese della Mercedes, i suoi due colleghi avevano già lasciato la postazione.

Anche al momento in cui, nello stanzino che si trova dietro il podio, Antonelli e Verstappen erano da soli davanti allo schermo della sintesi della gara, le telecamere li hanno immortalati mentre chiacchieravano amabilmente. Un atteggiamento che Kimi ha abbandonato non appena Russell li ha raggiunti. Il fatto non dovrebbe stupire: i rapporti dell’inglese con il collega olandese della Red Bull sono quantomeno delicati da anni, fa però effetto verificare la grande freddezza tra i due della Mercedes. L’evidente spiegazione è che si tratta di compagni, ma rivali per il titolo. Chissà però che la Ferrari, magari tornando su livelli prestazionali più simili a Barcellona che a Spielberg, non possa approfittarne più avanti nel più classico ruolo del “terzo incomodo”.

Del resto, la giornata di Antonelli ha rappresentato comunque un risultato positivo in chiave campionato: con Russell che ha vinto e si è riavvicinato a 40 punti di distacco, il bolognese ha limitato i danni chiudendo terzo dopo essere scivolato addirittura quinto alla partenza dalla quarta casella in griglia. Una rimonta condotta a ritmo sostenuto, che ha confermato il grande feeling del pilota Mercedes con il tracciato austriaco, già emerso sin dalle prove libere del venerdì, quando Antonelli aveva dominato la seconda sessione con il tempo di 1’07″014, impressionando non solo sul giro secco ma anche nelle simulazioni di gara.

Sul fronte Ferrari, le parole dei protagonisti dopo il Gran Premio hanno fotografato tutta la delusione di Maranello. Particolarmente eloquente il commento di Antonelli stesso, che non ha nascosto la sorpresa per il crollo delle Rosse: “Erano davvero lenti, e il loro deploying era davvero strano. Ho rischiato di scontrarmi con Leclerc alla curva 1 a causa della differenza di velocità. Andavo circa 30 km/h più veloce”. Ancora più diretto Charles Leclerc, lapidario via radio: “Macchina terribile, queste gomme sono fott…”. Lewis Hamilton ha invece cercato di guardare avanti: “È stata una gara dura, ma prendiamoci questi punti, torneremo più forti la prossima”.

A provare a spiegare il clamoroso passo indietro rispetto alla vittoria di Barcellona della settimana precedente ci ha pensato il team principal Vasseur, che ha indicato nel deficit di potenza la causa strutturale del problema: “Abbiamo un deficit di potenza dall’inizio della stagione, lo sapevamo. Anche con l’Aduo non si poteva pensare di avere la bacchetta magica e di risolvere tutto da un giorno all’altro. Oggi nella prima parte abbiamo distrutto le gomme per stare dietro le Mercedes, forse dovevamo concentrarci sulle McLaren“. Il manager francese ha poi allargato la prospettiva: “Sapevamo che questo tracciato per noi era difficile, Barcellona era più adatto a noi. Ogni weekend è una storia diversa. La settimana prossima dobbiamo reagire”. Parole che suonano come un programma, ma che non cancellano la sensazione che il gap tra la Ferrari e le vetture di vertice, su certi circuiti, rimanga ancora molto consistente.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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