Paolo Maldini
Aggiornato Mar 04 Ago 2026 alle 11:00Le ultime notizie su Paolo Maldini raccontano una parabola intensa e dolorosa: dall’entusiasmo del nuovo incarico alla FIGC fino alle dimissioni, passando per il lutto per la scomparsa del suo capitano Franco Baresi. Un mese di luglio 2026 che rimarrà impresso nella memoria del calcio italiano.
L’avventura alla FIGC: nascita e crollo di un progetto
L’11 luglio scorso, il presidente della FIGC Giovanni Malagò aveva annunciato con soddisfazione la nomina di Maldini come Direttore Tecnico della Federazione, affiancato dall’ex collega Leonardo nel ruolo di Advisor. Un progetto ambizioso, con orizzonti temporali di otto-dieci anni, pensato per rifondare il calcio italiano dalle fondamenta dopo la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali. L’entusiasmo era palpabile: Sandro Tonali aveva accolto la notizia con calore, e l’ambiente azzurro sembrava finalmente pronto a voltare pagina.
Il duo Maldini-Leonardo si era messo subito al lavoro, visitando Coverciano, dialogando con i club di Serie A e studiando i settori giovanili. La prima mossa concreta era stata il corteggiamento a Pep Guardiola, incontrato a Barcellona in un blitz che aveva fatto sognare i tifosi italiani. L’ex tecnico del Manchester City, però, aveva declinato l’offerta il 24 luglio, scegliendo di mantenere la promessa di un anno sabbatico dopo il lungo ciclo con i Citizens. Un no che non aveva scoraggiato Maldini, pronto a virare con decisione su Andrea Pirlo, considerato il profilo ideale per un progetto di ricostruzione a medio-lungo termine.
È stato proprio il caso Pirlo a far deragliare tutto. Le polemiche esplose attorno al ruolo dell’ex centrocampista come global ambassador di una società di betting russa avevano spinto Malagò a bloccare la nomina, scatenando la reazione durissima di Maldini e Leonardo. La mossa clamorosa di Maldini era già nell’aria: nessuna alternativa accettata, nessun compromesso. Il 27 luglio, dopo giorni frenetici di colloqui e un tentativo in extremis con il nome di Thiago Motta, è arrivata la notizia delle dimissioni di entrambi.
“Non vogliono il cambiamento”, è il pensiero condiviso da Maldini e Leonardo, trapelato attraverso il Corriere della Sera. Una frase che sintetizza la frustrazione di chi si era aspettato carta bianca e piena autonomia, trovandosi invece a fare i conti con le logiche di potere interne alla Federazione. Il presidente dei dilettanti Giancarlo Abete ha commentato amaramente: “Maldini aveva parlato di un progetto di otto-dieci anni che è finito in quattro giorni”.
La FIGC riparte da zero: Mancini e Conte i favoriti
Con l’addio del direttore tecnico e dell’advisor, la Federazione è costretta a ripartire da capo. I nomi che circolano con maggiore insistenza per la panchina azzurra sono quelli di Roberto Mancini e Antonio Conte, con il tecnico jesino indicato come candidato preferito da Malagò fin dall’inizio. Mancini, campione d’Europa nel 2021, avrebbe già dato la sua piena disponibilità per un ritorno. Per il ruolo di direttore tecnico, invece, si fanno i nomi di Claudio Ranieri, Giorgio Chiellini e Beppe Bergomi, con Ranieri indicato come profilo ideale per il presidente federale.
La Nations League incombe: il 25 settembre l’Italia affronterà il Belgio allo Stadio Olimpico di Roma in un girone che comprende anche Francia e Turchia. I tempi per definire il nuovo assetto tecnico sono strettissimi, e il caos generato dal fallimento del piano Maldini-Leonardo non aiuta a trasmettere serenità.
Il dolore per Franco Baresi: l’addio al Capitano
In mezzo al turbine delle vicende federali, Maldini ha dovuto fare i conti con un dolore ben più profondo e personale: la scomparsa di Franco Baresi, il suo capitano, il simbolo del Milan che dominò la scena europea e mondiale negli anni Ottanta e Novanta. In una lettera aperta pubblicata sul suo profilo Instagram, Maldini ha trovato parole di rara intensità per salutare il suo mentore.
“Oggi provo la stessa sensazione di quando, per un qualsiasi motivo, non potevi scendere in campo al nostro fianco: come faremo senza il nostro Capitano? Mi hai insegnato a lottare fino all’ultimo respiro, cosa significhino l’attaccamento alla maglia e il valore di essere un vero leader”, ha scritto l’ex difensore. “Mi hai protetto quando ero un bambino, mi hai guidato da ragazzo e mi hai ispirato da uomo. Sei stato il calciatore più forte con cui abbia mai avuto l’onore di giocare”.
Il toccante ricordo di Maldini per Baresi si chiude con una promessa: “Ci mancherai, Capitano. Ma la luce della tua stella continuerà ad accompagnarci per sempre”. Parole che risuonano ancora più forti in un momento in cui Maldini stesso sembra aver perso, almeno temporaneamente, un’altra battaglia: quella per ridare un’identità al calcio italiano. Due addii in pochi giorni, uno sportivo e uno umano, che pesano enormemente sulle spalle di una delle leggende più amate della storia del calcio azzurro.