Il giovane difensore, arrivato quest'estate dal Troyes, ha le idee chiare sulle proprie ambizioni in rossonero.
Non ha ancora giocato un minuto in Serie A ma Sankhoun Diawara, nuovo difensore del Milan, ha già le idee molto chiare e nella presentazione davanti ai tifosi nel flagship store rossonero di via Dante a Milano ha avuto modo di lasciare tutti di stucco con le sue dichiarazioni. Arrivato quest’estate dal Troyes per due milioni di euro (più un milione di bonus al verificarsi di determinate condizioni), Diawara ha raccontato senza filtri le emozioni di queste prime settimane da milanista.
“Mi ispiro a Nesta e Maldini, quando mi ha chiamato il Milan ero onorato di entrare in un club così grande e importante”. Parole che non passano inosservate, soprattutto per un difensore che ha appena iniziato a muovere i primi passi in rossonero. Diawara si descrive come un centrale moderno, sicuro palla al piede, aggressivo e amante dei duelli aerei. E non nasconde che la chiamata del Milan lo abbia colto di sorpresa: “Sono stato molto cercato in questa sessione, ma quando mi ha chiamato il Milan ci ho messo poco a dire sì”.
Il suo percorso rossonero è appena iniziato. Contro il Torino ha visto tutta la partita dalla panchina, mentre nelle amichevoli estive ha raccolto i primi minuti: secondo tempo in Chelsea‑Milan 3‑0 a Hong Kong e sei minuti nel finale di Manchester United‑Milan 2‑4 a Breslavia. Piccoli assaggi di un mondo nuovo, che Diawara non vede l’ora di vivere fino in fondo: “Non vedo l’ora di giocare a San Siro, spero di avere un po’ di minutaggio. Amorim? Non parliamo la stessa lingua ma sto imparando, ma è lui uno dei motivi che mi ha convinto a venire qui”.
L’adattamento alla Serie A è la sua priorità, così come l’inserimento nella città che lo ospita: “Non ho avuto molto tempo per visitare Milano, l’italiano assomiglia al francese quindi spero di impararlo velocemente”. Diawara, dunque, si presenta senza nascondere le proprie ambizioni e con due riferimenti che, sulla sponda rossonera del Naviglio, pesano come macigni. Il Milan ha puntato su di lui per costruire il futuro della propria difesa. Lui, per cominciare, ha scelto di evocare Nesta e Maldini: il campo, come sempre, sarà l’ultimo giudice.