CT Italia, Paolo Maldini e Leonardo vuotano il sacco su Pep Guardiola

Articolo di Aldo Seghedoni

L'ex timoniere del Manchester City è il principale obiettivo della FIGC per prendere il posto di Gennaro Gattuso.

Fino a qualche mese fa sembrava utopia, oggi potrebbe essere realtà: ci sono possibilità concrete di vedere Pep Guardiola sulla panchina della nazionale italiana. Il tecnico catalano, senza squadra dopo l’addio al Manchester City, è un profilo di primissimo livello e potrebbe riavvicinare molte persone alla Nazionale.

L’ostacolo principale riguarda la questione economica: pare che Guardiola abbia chiesto a Giovanni Malagò 20 milioni di euro, circa il doppio di quanto offerto dalla Federazione. I colloqui sono in corso e lo dimostrano anche le parole di Leonardo e di Paolo Maldini.

Durante la conferenza stampa FIGC di giovedì, Maldini si è espresso così: “L’ideale sarebbe chiudere entro questa settimana, ma forse sarebbe ancora più ideale aspettare la persona che noi vogliamo. La tempistica è dettata dall’opportunità di avere le figure che noi vogliamo. C’è fretta, ma dentro di noi non c’è così fretta”.

“Anche noi vogliamo fare quanto prima possibile – ha aggiunto Leonardo – ma questo percorso è fondamentale per definire quello che vogliamo. Aspettare qualche giorno è una cosa giusta, anche se abbiamo le idee chiare in tanti casi. Si parla sempre di piano A, B e C. Nella nostra testa è chiaro”.

“Sono molto felice di essere qui, dalla Lega Serie A è partita la mia candidatura – ha detto Malagò -. Un consenso quasi unanime che mi ha portato ad andare oltre le mie resistenze. Chi mi ha preceduto ha pensato di autoresponsabilizzarsi sulla scelta del ct, io ho invertito la clessidra e ho coinvolto Paolo e Leonardo”.

“So che la scelta che interessa di più è quella del commissario tecnico, ma ci sono anche altri ruoli da individuare. Con loro due avrò condivisione totale. Il traguardo che ci siamo fissati è di 6 anni, fino all’Europeo 2032, in cui dobbiamo colmare questo gap evidente e sotto gli occhi di tutti”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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