LeBron James
Aggiornato Dom 17 Mag 2026 alle 07:35La stagione 2025/26 di LeBron James si è conclusa con l’eliminazione dei Los Angeles Lakers per mano degli Oklahoma City Thunder, spazzati via con un netto 4-0 nella serie del secondo turno dei playoff NBA. L’ultima partita, terminata 115-110 in favore dei Thunder, ha visto King James chiudere con 24 punti e 14 rimbalzi, numeri comunque straordinari per un atleta di 41 anni alla sua ventitreesima stagione. Un errore in penetrazione a 20 secondi dalla fine, che avrebbe potuto regalare il vantaggio ai gialloviola, ha però simboleggiato le difficoltà di una squadra che ha pagato a caro prezzo l’assenza di Luka Doncic, infortunato, e l’inarrestabile difesa dei campioni NBA in carica.
Ora la domanda che rimbalza in tutti gli ambienti della pallacanestro americana è una sola: quella contro OKC è stata l’ultima partita in carriera di LeBron James? Il diretto interessato non ha ancora sciolto le riserve. Del resto, il tema del ritiro aveva già tenuto banco per tutta la stagione, fin da quando, nell’ottobre 2025, la sua cosiddetta “The Second Decision” si era rivelata nient’altro che una trovata pubblicitaria che aveva fatto impazzire i fan, alcuni dei quali avevano acquistato biglietti a prezzi esorbitanti credendo di assistere all’addio di King James.
Una stagione da leggenda, tra record e incertezze sul futuro
Nonostante le domande sul futuro, la stagione appena conclusa ha confermato che LeBron appartiene a una categoria a parte. A febbraio 2026, nella vittoria dei Lakers sui Dallas Mavericks, il numero 23 era diventato il giocatore più anziano di sempre a registrare una tripla doppia, chiudendo con 28 punti, 10 assist e 12 rimbalzi a 41 anni suonati. Un primato che si aggiunge alla già sterminata collezione di record accumulati nel corso di una carriera senza precedenti.
A marzo, contro i Denver Nuggets, era arrivato un altro traguardo storico: LeBron James era diventato il recordman assoluto anche per numero di canestri realizzati, superando la leggenda Kareem Abdul-Jabbar con il canestro numero 15.838 della sua carriera. Un’impresa che si sommava al primato di miglior marcatore di tutti i tempi, conquistato già nel febbraio 2023. «Poter associare il mio nome a quello di alcuni dei più grandi giocatori di sempre è sempre stato un’esperienza incredibilmente fantastica», aveva commentato lo stesso James, citato da ESPN. Il record storico dei canestri aveva ulteriormente cementato la sua posizione di giocatore più dominante nella storia della NBA.
Non meno significativa era stata la sua 22ª partecipazione consecutiva all’All Star Game, un altro primato assoluto nella storia della lega. Prima della gara delle stelle, a febbraio, James aveva convocato i media in una conferenza stampa che aveva fatto temere il peggio ai suoi fan: molti si aspettavano l’annuncio del ritiro. Invece, LBJ aveva glissato con la consueta eleganza: «Quando mi ritirerò? Quando lo saprò, lo saprete anche voi». Una risposta che, di fatto, lasciava tutto in sospeso.
Il futuro di King James: ritiro o un’altra stagione?
La stagione era cominciata in salita per LeBron, costretto a saltare le prime 14 partite a causa di una fastidiosa sciatalgia. Il suo debutto era arrivato a metà novembre contro gli Utah Jazz, con 11 punti e 12 assist in circa 30 minuti di gioco. Da quel momento, nonostante i 41 anni, King James aveva dimostrato di essere ancora un fattore determinante per i Lakers, contribuendo in maniera decisiva a numerose vittorie e continuando ad aggiornare il proprio già leggendario palmares statistico.
Emblematica, in questo senso, era stata la scelta fatta a Toronto a dicembre: pur di garantire la vittoria alla squadra, LBJ aveva preferito servire Rui Hachimura per la tripla decisiva anziché tentare il tiro che gli avrebbe permesso di mantenere la sua incredibile striscia di 1.297 partite consecutive con almeno 10 punti a referto. «Bisogna sempre fare la giocata giusta. È il mio modus operandi», aveva spiegato, confermando una mentalità di squadra che lo ha sempre contraddistinto.
Ora, dopo l’eliminazione per mano di OKC, il futuro resta avvolto nel mistero. L’agente Rich Paul aveva già chiarito nei mesi scorsi che «LeBron vuole competere per il titolo» e che ogni decisione sarebbe stata valutata in base alle reali possibilità di vincere un quinto anello. I Lakers, dal canto loro, stanno costruendo per il futuro attorno a Luka Doncic, e la convivenza tra le due stelle — quando entrambe erano in campo — ha prodotto momenti di basket spettacolare, ma non è bastata ad andare oltre il secondo turno dei playoff. L’eliminazione contro i Thunder potrebbe dunque segnare davvero la fine di un’era. O forse no: con LeBron James, come insegna la storia, non si può mai dare nulla per scontato.