Gleison Bremer
Aggiornato Gio 22 Ott 2026 alle 08:50Gleison Bremer è tornato al centro della scena in casa Juventus, e non per questioni di campo. Le ultime notizie sul difensore brasiliano raccontano di un caso esploso dopo la pesante sconfitta contro la Lazio, che ha aperto un confronto a distanza con l’allenatore Luciano Spalletti. Una novità che arriva al termine di un anno movimentato, tra voci di mercato, infortuni e recuperi lenti.
Il caso Bremer-Spalletti dopo lo 0-3 con la Lazio
Lo 0-3 subito allo Stadium contro la Lazio, accompagnato dai fischi del pubblico, ha lasciato strascichi pesanti. Ai microfoni di Sky il capitano bianconero ha rotto il silenzio con parole forti, riportate nel dettaglio dalle cronache della serata. «Il mister dà indicazioni, ma chi va in campo siamo noi: siamo 11 giocatori più 5 che entrano e io non posso prendere in braccio tutti», ha detto il difensore, spostando l’attenzione sulla personalità dei compagni.
Bremer ha parlato di differenze di carattere all’interno dello spogliatoio: «C’è chi sente i fischi, si nasconde e ha paura e chi no». Ha poi richiamato il tema dei tanti volti nuovi arrivati in estate, una situazione con cui, a suo dire, bisogna convivere. Pur precisando di non voler «puntare il dito», ha insistito sul concetto per cui, quando le cose vanno male, c’è chi esce fuori e chi invece si nasconde.
La replica di Spalletti, sempre davanti alle telecamere di Sky, è arrivata subito e senza giri di parole. Il tecnico ha ricordato che Bremer «è dentro la partita come ci sono io» e che, prima di analizzare la squadra, «bisogna parlare di noi stessi». Secondo l’allenatore, il difensore non può considerarsi escluso dalle responsabilità della prestazione: «ci è dentro come tutti». Un botta e risposta che, a pochi giorni di distanza, resta il tema più caldo dell’ambiente bianconero. Il peso del confronto è tanto più evidente perché a parlare è il capitano, tra i riferimenti dello spogliatoio.
Mercato: dal peso di Comolli alla scelta di restare
Per comprendere il clima attorno al difensore bisogna fare un passo indietro. A fine maggio, dopo la mancata qualificazione alla Champions League, l’amministratore delegato Damien Comolli aveva spiegato che il club avrebbe dovuto vendere un giocatore in più rispetto a quanto preventivato. Tutti gli indizi portavano proprio a Bremer: 29 anni appena compiuti, contratto fino al 2029 e una valutazione intorno ai 50 milioni di euro, cifra che un buon Mondiale con il Brasile di Ancelotti avrebbe potuto far salire.
Sul tavolo c’erano le piste inglesi, con Liverpool e Manchester United, e soprattutto quella tedesca: il Bayern Monaco avrebbe potuto inserire nella trattativa Kim Min-jae, profilo molto apprezzato da Spalletti. Il tecnico, secondo le ricostruzioni, considerava Bremer un pilastro della retroguardia ma non si sarebbe opposto a una cessione capace di garantire un tesoretto importante. L’Inter, invece, era indicata come soluzione impraticabile per ragioni ambientali.
Ad agosto, però, la posizione del giocatore è stata chiarissima. Dal ritiro australiano di Perth, parlando alla Gazzetta dello Sport, Bremer ha smentito di aver chiesto la cessione: «Soprattutto in un momento di difficoltà, sia per il club che per me, non mi verrebbe mai in mente di farlo. Sarebbe come scappare». Ha aggiunto che, se un giorno lascerà la Juve, vorrà farlo «dalla porta principale a testa alta». Parole che rendono ancora più significativo il suo intervento dopo la Lazio: un leader che rivendica il proprio ruolo e chiede più carattere a chi gli sta intorno.
Gli infortuni e il lungo percorso di recupero
A pesare sul rendimento di Bremer, e sulle valutazioni del club, sono stati soprattutto i problemi fisici. La rottura del crociato contro il Lipsia nell’ottobre 2024 lo ha tenuto fuori per mesi. Nell’autunno 2025, dopo un avvio brillante, è arrivato un nuovo stop per una lesione al menisco mediale del ginocchio sinistro, con intervento di meniscectomia artroscopica. Proprio in quel periodo, tra le voci di mercato, era emerso anche l’interesse del Tottenham, pronto a offrire i 50 milioni richiesti dalla Juve, mentre i bianconeri valutavano alternative come Kim e Skriniar.
Il rientro è stato graduale: Bremer è tornato a disposizione per la trasferta contro la Roma, con Spalletti che gli ha rinnovato grande fiducia, definendolo «fortissimo» dal punto di vista difensivo. Anche la stagione 2025/26 ha offerto qualche episodio da ricordare, come il successo per 3-0 sul Napoli, in cui il suo contatto con Højlund a fine primo tempo ha acceso le polemiche: l’ex arbitro Luca Marelli, a Dazn, ha parlato di contatto evidente sul danese.
Lo stesso Bremer, in estate, ha raccontato come la fase più difficile non sia stata l’infortunio in sé, ma il post recupero: dopo nove mesi pensava che tutto fosse passato, mentre era soltanto l’inizio di un altro percorso per tornare il giocatore di prima. «Adesso mi serve solo un po’ di continuità. Mi servono le partite», diceva, convinto che l’obiettivo fosse raggiungibile. Il contesto attuale, con una squadra in difficoltà e uno spogliatoio ancora in fase di assestamento, mette alla prova proprio questa ritrovata centralità.
Cosa aspettarsi ora
Il nodo, adesso, è come verrà gestito il caso. Da una parte c’è un capitano che ha scelto di esporsi, dall’altra un allenatore che ha ribadito di non voler distinguere tra responsabilità individuali e collettive. Le prossime partite diranno se la frizione verrà assorbita o se avrà conseguenze sugli equilibri interni. Per tifosi e addetti ai lavori, seguire le news su Bremer significa anche capire quale direzione prenderà la Juventus di Spalletti, chiamata a ritrovare personalità e risultati dopo una serata, quella con la Lazio, che ha lasciato più domande che certezze.