Dinamo Sassari
Aggiornato Dom 17 Mag 2026 alle 15:58La Dinamo Sassari chiude uno dei capitoli più dolorosi della sua storia recente: la retrocessione in Serie A2 al termine della stagione regolare 2025-2026, la prima dopo sedici anni consecutivi nella massima serie del basket italiano. Un epilogo che ha scatenato reazioni, polemiche e riflessioni su tutti i fronti, dal patron Stefano Sardara fino agli addetti ai lavori del movimento cestistico nazionale.
Sardara rompe il silenzio: «La retrocessione è arrivata un anno fa»
Nella conferenza stampa di venerdì 15 maggio, il presidente Stefano Sardara ha parlato senza filtri, togliendo più di un sassolino dalla scarpa. Il patron biancoblù ha respinto le critiche più dure, rivendicando il percorso della società: «In quindici anni e oltre siamo stati la seconda società per trofei vinti, solo l’Olimpia Milano ha fatto meglio». Sardara ha poi chiarito la sua visione sulla crisi: «La retrocessione non è arrivata a maggio 2026 ma un anno prima. Abbiamo fatto un errore, quello di affidarci a gente che ci ha abbandonato». Il numero uno del club ha anche smentito le voci su presunte cordate interessate al club e ha ribadito di aver rifiutato, sei mesi fa, la cessione a un fondo d’investimento. Sul fronte arbitrale, ha confermato di aver ricevuto per tre volte le scuse dal capo degli arbitri nel corso della stagione, sostenendo che senza alcuni errori la Dinamo sarebbe rimasta in Serie A.
A rendere ancora più amaro il finale di stagione era arrivata, pochi giorni prima, la notizia della sospensione disciplinare di tre giocatori chiave — Rashawn Thomas, Daryl Macon Jr. e Carlos Marshall — che non avevano preso parte all’ultima trasferta sul campo della Germani Brescia. Un caso che aveva stupito l’ambiente e che si era aggiunto alle difficoltà già evidenti di un gruppo in evidente difficoltà mentale e tecnica nelle ultime settimane di campionato.
Il futuro della Dinamo: ripescaggio o Serie A2?
Nonostante la delusione, da Sassari filtra un cauto ottimismo sul futuro. Gli scenari per un possibile ritorno immediato in Serie A sono stati analizzati nei giorni successivi alla retrocessione matematica: le situazioni societarie incerte di Cremona e Trieste potrebbero aprire la strada a un ripescaggio, con la Dinamo considerata tra le principali candidate. Il direttore generale Jack Devecchi ha assicurato che il club sta lavorando «per il bene della società e della squadra», lasciando intendere che tutte le opzioni restano aperte. Si parla anche di una possibile Serie A a 20 squadre a partire dalla stagione 2027-2028, e di un potenziale cambio di proprietà con l’ingresso di un gruppo di imprenditori stranieri, oltre all’ampliamento del PalaSerradimigni fino a 6.000 posti.
Sul valore storico e sportivo della piazza sarda si era espresso con chiarezza anche l’ex cestista e commentatore Sky Davide Pessina, intervistato in esclusiva da Sportal.it: «Sassari negli anni è diventata una piazza ormai quasi storica, una piazza importante, una piazza che comunque coinvolge tutta una regione, un’isola come la Sardegna. Perderla, si spera per poco, è sicuramente un colpo». Pessina aveva anche inquadrato la vicenda in un contesto più ampio, quello di uno sport moderno sempre più condizionato da dinamiche finanziarie che vanno al di là dei risultati sul campo.
Nel giorno della salvezza matematica di Cantù — conquistata anche grazie alla contemporanea sconfitta di Sassari contro la Virtus Bologna — il coach dei brianzoli Walter De Raffaele aveva voluto dedicare un pensiero alla piazza sarda: «In questo momento voglio anche ricordare la Dinamo Sassari che sta vivendo dei momenti difficili. Sono certo che il prossimo anno tornerà sul palcoscenico che più le si addice». Parole di rispetto per una società che, nonostante la retrocessione, resta un punto di riferimento del basket italiano, con un palmares che include uno Scudetto, due Coppe Italia, due Supercoppe Italiane e una FIBA Europe Cup.
Achille Polonara: la battaglia più importante fuori dal campo
In mezzo alle difficoltà sportive, la storia più toccante che ha accompagnato la stagione della Dinamo è quella di Achille Polonara. Il lungo marchigiano, legato al club da un contratto firmato nell’estate 2025, ha affrontato un percorso durissimo: dopo la diagnosi di leucemia mieloide acuta, ha dovuto sottoporsi a chemioterapia, radioterapia e trapianto di midollo osseo, con una trombosi venosa che lo ha portato in coma per dieci giorni. A febbraio 2026 è riuscito a superare anche un intervento al cuore necessario per ottenere l’idoneità agonistica.
Polonara ha fatto una promessa alla Dinamo e ai suoi tifosi: «Adesso faccio fatica ad arrivare al ferro, ma prima o poi Polon-Air tornerà». Il giocatore, che si sta allenando individualmente grazie alla disponibilità dell’Unicusano Avellino Basket, ha spiegato di volersi riprendere il suo tempo senza fretta, puntando a un rientro in campo dopo l’estate. Una storia di coraggio che ha commosso l’intero movimento cestistico italiano e internazionale, e che rappresenta, al di là dei risultati sportivi, il simbolo più potente di questa stagione travagliata per il club sardo.