Veljko Mrsic bacchetta Sassari: “Non si può continuare così”

Articolo di Marco Enzo Venturini

Il ko interno contro la Reyer Venezia manda su tutte le furie Veljko Mrsic: a suo giudizio, la Dinamo Sassari è paralizzata dalla paura.

Il 79-98 del PalaSerradimigni fa particolarmente male al Banco di Sardegna, piegato dalla Reyer Venezia e ancorato a quota 14 punti nella classifica di Serie A (gli stessi di Treviso, attualmente al terzultimo posto). Un ko che Veljko Mrsic ha analizzato sottolinenandone le caluse, a suo giudizio da attribuire anche alla paura che sta attanagliando Sassari in questa delicatissima fase finale del campionato. E il coach della formazione sarda ha invitato i suoi a una svolta in vista di un finale di stagione sempre più delicato.

“Vedendo la prestazione contro Venezia, ma anche quali saranno le prossime due avversarie di Sassari, sicuramente la fiducia non può essere massima – ha ammesso Mrsic -. Mi dispiace, perché nelle ultime due trasferte ce la siamo giocata. Ma quando arrivano prestazioni come quelle di stasera, dobbiamo dire di non essere stati mai in partita, sicuramente un po’ di fiducia se ne va. Siamo ancora vivi, ma non possiamo continuare così. Bisogna cambiare qualcosa, perché perdere si può ma giocare così spaventati no”.

“Le ultime sconfitte in trasferta hanno contribuito alla prestazione di oggi contro Venezia – ha aggiunto Mrsic -. Sassari ha già dimostrato di saper giocare meglio, ma dobbiamo scendere in campo con più energia. Il discorso vale soprattutto per i nostri playmaker, anche se le cose migliori sono arrivate dopo il cambio di posizione di Ceron. Ma è indispensabile mettere più pressione sulla palla in difesa”.

Non manca da parte di Mrsic l’autocritica per la prestazione contro Venezia. “Mi prendo tutte le responsabilità io – ha affermato il coach di Sassari -. Fin dall’inizio Venezia ci è stata superiore, non c’è altro da aggiungere. Ceron è stato l’unico dei nostri a mettere in campo un livello di energia adeguato all’importanza della partita. Probabilmente ci ha condizionato l’aspetto mentale, visto che all’inizio abbiamo concesso tiri che solitamente prendiamo. Siamo stati troppo spenti”.

Dall’altra parte del campo, il tecnico della Reyer Neven Spahija ha esaltato la prestazione dei suoi, pur riservando parole di sincera solidarietà al collega e connazionale croato. “Sono contento per la vittoria di Venezia, la mia squadra. Allo stesso tempo, però, mi dispiace anche per il mio collega Mrsic che sta vivendo una situazione difficile – ha dichiarato Spahija -. Veljko, oltre ad essere un mio collega, è da tanti anni un amico. Gli voglio bene, mi auguro davvero che Sassari trovi il modo per tornare a vincere le partite che gli servono per centrare la salvezza”. I numeri della Reyer nella serata del PalaSerradimigni parlano da soli: 58% dal campo, 42% dall’arco, 22 assist e 44 rimbalzi, cifre che hanno reso la rimonta sarda praticamente impossibile.

Il ko di questa sera non è che l’ultimo capitolo di un periodo nero per la Dinamo, costellato di rimpianti e polemiche arbitrali. Appena una settimana fa, nella sconfitta per 91-90 sul campo di Varese, Mrsic aveva contestato duramente la direzione arbitrale nell’azione decisiva: “Nell’azione decisiva è stato chiamato un fallo inventato su Iroegbu. Credo che, in queste circostanze, si debba lasciare che siano i giocatori a determinare l’esito della partita”. Il tecnico croato aveva poi inserito quell’episodio in un contesto più ampio, ricordando le scuse ricevute dal commissioner degli arbitri dopo la gara con Cantù e un analogo episodio contro Treviso. Una serie di rimpianti che, sommati ai punti lasciati per strada, pesa enormemente sulla classifica dei sardi.

Nel frattempo, la lotta salvezza si è ulteriormente infiammata con il risultato maturato questa sera a Desio, dove Cantù ha battuto Varese per 100-96 portandosi a 18 punti in classifica. I brianzoli allungano così su Sassari e Treviso, rendendo ancora più urgente per i sardi trovare una vittoria nelle ultime giornate. Lo stesso presidente del Banco di Sardegna, Stefano Sardara, aveva già fotografato con lucidità il pericolo nelle scorse settimane: “La paura a fine partita è il malessere più brutto che una squadra possa avere. È successo con Reggio, ancora domenica, e questa è una cosa difficilmente allenabile e difficilmente curabile”. Parole che risuonano con forza dopo la prestazione opaca offerta domenica sera contro la Reyer.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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