Achille Polonara rompe il silenzio e spegne le polemiche

Articolo di Martino Davidi

"Non sono ad allenarmi a Sassari semplicemente per motivi di spostamenti visto le mie ultime visite mediche imminenti" sottolinea.

Achille Polonara rompe il silenzio e lo fa con un messaggio pubblicato su Instagram. “Vorrei fare un po’ di chiarezza su ciò che ho letto negli ultimi giorni sui social – scrive -. Non sono ad allenarmi a Sassari semplicemente per motivi di spostamenti visto le mie ultime visite mediche imminenti. Il mio obiettivo è di rientrare prima possibile”.

“Nelle ultime settimane sono a Battipaglia e la società Avellino Basket si è messa a disposizione per farmi allenare individualmente. Forza Dinamo Sassari: tutti insieme uniti per un obiettivo importante” aggiunge l’atleta marchigiano.

Un messaggio che arriva dopo un percorso lungo e durissimo. Il lungo calvario per il giocatore della Dinamo Sassari era iniziato nel 2025 quando gli fu diagnosticata la leucemia mieloide acuta. L’ala anconetana ha dovuto affrontare un trattamento non semplice, culminato nel trapianto di midollo osseo eseguito a settembre, con complicazioni successive – tra cui un embolo che lo ha portato in coma per cinque giorni – che hanno reso il recupero ancora più complesso.

A febbraio era arrivata un’ulteriore tappa del percorso verso il ritorno in campo: un intervento al cuore, necessario per ottenere l’idoneità agonistica, che lo stesso Polonara aveva annunciato riuscito con un messaggio su Instagram. “Avrò un altro piccolo intervento al cuore che mi darà l’idoneità agonistica, quindi spero poi di poter tornare presto sul campo e questo mi rincuora molto”, aveva dichiarato il giocatore, sottolineando come la firma con Sassari avesse trasformato il suo obiettivo: non più solo tornare in salute, ma tornare anche sul parquet, per ripagare la fiducia del presidente Sardara e dell’intera società.

A fine marzo Polonara aveva già ripreso in mano il pallone, con i primi allenamenti individuali che lo avevano commosso: “Riprendere la palla in mano dopo dieci mesi è stato emozionante. All’inizio sembrava di essere alla prima esperienza, ma tiro dopo tiro la sensibilità è tornata”, aveva raccontato alla Gazzetta dello Sport. Un lavoro ancora individuale, focalizzato sulla componente fisica, con l’obiettivo di evitare traumi e contatti in attesa di potersi aggregare alla squadra.

Durante lo stop, Polonara ha anche pubblicato la sua autobiografia, “Il mio secondo tempo: una storia di basket, una storia di vita”, scritta insieme a Marco Garavaglia. “Raccontare la mia storia era un’idea che avevo per fine carriera, ma ho deciso di farlo ora, durante questo stop. In ospedale, quest’estate, ho iniziato a scriverla. Non penso al basket ma alla vita, perché la partita più importante la sto giocando fuori dal campo”, ha spiegato il giocatore, che ha anche avviato una terapia sperimentale a Valencia per ridurre il rischio di recidiva: un percorso lungo, per cui serviranno ancora due o tre anni per avere certezze.

Nato il 23 novembre del 1991, Polonara ha vestito nella sua carriera le canotte di Stamura Ancona, Teramo, Varese, Reggio Emilia, Sassari, Baskonia, Fenerbahce, Efes, Zalgiris e Virtus Bologna, prima di firmare nuovamente con la Dinamo. Vanta anche 94 presenze in Nazionale, di cui è stato simbolicamente nominato capitano in occasione delle qualificazioni mondiali dello scorso novembre, in un gesto di vicinanza da parte del c.t. Luca Banchi e dell’intera Federbasket.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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