CT Italia
Aggiornato Dom 09 Ago 2026 alle 10:43Le ultime notizie sul CT Italia segnano una svolta definitiva: dopo settimane di caos, trattative fallite e dimissioni eccellenti, Roberto Mancini è pronto a tornare sulla panchina azzurra. Lo ha annunciato direttamente il presidente della FIGC Giovanni Malagò durante il Consiglio Federale del 28 luglio: “Sto parlando con Roberto Mancini perché sia il nuovo ct: aspettiamo la firma”. Un epilogo che pochi avrebbero pronosticato appena una settimana fa, quando il dossier commissario tecnico sembrava orientato in tutt’altra direzione.
Dal caos Pirlo alle dimissioni di Maldini: come si è arrivati fin qui
Per comprendere le novità di oggi bisogna ripercorrere rapidamente gli ultimi giorni convulsi. Tutto è iniziato con il no di Pep Guardiola, che dopo un incontro a Barcellona con il direttore tecnico Paolo Maldini e l’advisor Leonardo aveva scelto di prendersi un anno sabbatico, il primo dal 2012-2013. La Federazione aveva costruito un’offerta ambiziosa, ma la volontà del tecnico catalano di staccare la spina si è rivelata più forte di qualsiasi proposta economica.
A quel punto Maldini e Leonardo avevano virato con decisione su Andrea Pirlo, campione del mondo 2006 e all’epoca allenatore dello United FC di Dubai. La scelta, annunciata come praticamente fatta già il 24 luglio, aveva però sollevato un polverone senza precedenti: oltre alle perplessità tecniche legate a un curriculum non particolarmente brillante — Juventus, Fatih Karagumruk, Sampdoria e gli Emirati Arabi — era emerso il problema dell’essere global ambassador di una società di betting russa. Le proteste erano arrivate copiose da giornalisti e politici, mettendo Malagò in una posizione scomoda: il presidente della FIGC, descritto dal Corriere della Sera come “tormentato”, aveva promesso a Maldini di scegliere il ct in piena condivisione, ma la scelta di Pirlo non lo convinceva del tutto.
La situazione è precipitata rapidamente. Maldini aveva già fatto capire che in caso di bocciatura di Pirlo si sarebbe dimesso immediatamente, rifiutando qualsiasi soluzione alternativa. Così è stato: dopo la non accettazione della candidatura del Maestro, il duo Maldini-Leonardo ha rassegnato le dimissioni, lasciando la Federazione a dover ricominciare praticamente da zero. Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, all’uscita dall’incontro con le componenti federali, aveva commentato senza mezzi termini: “Maldini aveva parlato di un progetto di otto dieci anni che è finito in quattro giorni”.
Mancini di nuovo CT: le ultime notizie e il nodo Ranieri come DT
Con le dimissioni del duo dirigenziale, Malagò ha ripreso in mano la situazione e ha scelto di puntare sull’uomo che conosce meglio: Roberto Mancini, con cui condivide un rapporto personale solido, testimoniato anche dall’incontro a calcetto al Circolo Canottieri Aniene di appena una settimana fa. Il tecnico jesino, campione d’Europa con gli Azzurri nel 2021, era rimasto sullo sfondo per tutta la vicenda, mai contattato da Maldini e Leonardo che lo avevano escluso dalla loro lista. Ora invece è lui il prescelto, e con lui potrebbe tornare nello staff azzurro anche Lele Oriali nel ruolo di team manager.
Non mancano però le voci critiche. La Lega di Serie A aveva indicato Antonio Conte come profilo ideale per la panchina, e anche Fabio Capello si è espresso duramente sulle colonne della Gazzetta dello Sport: “Come si fa a lasciare la Nazionale senza nessun motivo per andare a prendere i soldi in Arabia Saudita? Non discuto la bravura di Mancini come tecnico, ma quello che ha fatto è molto grave”. Capello ha indicato proprio Conte come alternativa preferibile, sottolineando i risultati ottenuti nel suo biennio azzurro.
Sul fronte della direzione tecnica, il nome che prende quota con decisione è quello di Claudio Ranieri, considerato da Malagò il profilo ideale per gestire la rinascita azzurra. Giorgio Chiellini, altro candidato circolato nei giorni scorsi, si è fatto da parte dichiarando di essere “molto contento” del suo ruolo alla Juventus. Ranieri, con la sua esperienza e la sua capacità di gestire situazioni complesse, rappresenterebbe una garanzia di stabilità in un momento in cui la Nazionale ha bisogno soprattutto di ritrovare serenità e credibilità.
Il quadro che emerge da queste ultime notizie è quello di una Federazione che, dopo aver inseguito soluzioni ambiziose e innovative, torna ad affidarsi a figure collaudate e conosciute. Mancini e Ranieri, due nomi che incarnano l’esperienza e la continuità con il calcio italiano, sono chiamati a raccogliere i cocci di una gestione durata pochissimi giorni e a preparare la Nazionale agli impegni di Nations League, con la prima gara contro il Belgio allo Stadio Olimpico di Roma fissata per il 25 settembre. Il tempo stringe, e stavolta non ci sono più margini per ulteriori colpi di scena.