Italia, Roberto Mancini e Claudio Ranieri già al lavoro: una crepa profonda minaccia l’ambiente azzurro

Articolo di Nicola Lama

Oltre allo scetticismo degli appassionati, c'è da superare anche quello, decisamente da non sottovalutare, dei club di Serie A.

La nomina di Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico della Nazionale continua a far discutere per modi e tempi e, oltre a una fiducia da recuperare dopo il brusco addio dell’estate 2023, c’è da risanare un’altra profonda spaccatura, quella fra il tecnico jesino e i club di Serie A che, nonostante il messaggio di supporto firmato dal presidente di Lega Ezio Simonelli, sarebbero tutt’altro che contenti della direzione presa dal nuovo corso di Giovanni Malagò come presidente della FIGC.

Secondo quanto riferito da ‘La Gazzetta dello Sport’, che cita fonti vicine alla Lega Serie A, i club avrebbero spinto per Antonio Conte, considerato il candidato ideale per un momento così delicato del calcio italiano. In più, le società non avrebbero affatto digerito il percorso che ha portato a Mancini, una scelta percepita come un’imposizione, senza un ulteriore confronto con le realtà della massima serie, da parte di un presidente che proprio dai quei club era stato sostenuto in sede di elezioni federali.

Malagò, dal canto suo, ha spiegato che il cambio di rotta improvviso che ha portato al dietrofront su Pirlo, alle successive dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo e alla scelta di Mancini come Ct e Claudio Ranieri come direttore tecnico è stato dettato dagli eventi degli ultimi giorni, ma la sensazione è che la frattura resti. La Serie A avrebbe i numeri per una mozione di sfiducia: la delusione è concreta e non viene nascosta e potrebbe rivelarsi decisivo un confronto straordinario, al di fuori delle assemblee federali o di Lega, per risolvere la situazione.

In questo contesto, Mancini e Ranieri si ritrovano a dover lavorare non solo sul campo, ma anche fuori: ricucire, rassicurare e riportare equilibrio sono i cardini di una rinascita che deve partire dal sistema se vuole tramutarsi in risultati. La nuova gestione tecnica della Nazionale inizierà presto, ma la prima partita del nuovo corso, quella più urgente, è già cominciata: sanare una crepa profonda tra FIGC e Serie A, prima che diventi una faglia capace di condizionare ulteriormente il futuro del calcio italiano.

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