Parole durissime da parte dell'ex centrocampista nei confronti dello jesino, tornato a guidare la Nazionale dopo tre anni.
Loris Boni, pugnace centrocampista che agli inizi degli anni ’70 ha portato per quasi cento volte la maglia della Sampdoria, va alla carica del nuovo commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, altro simbolo blucerchiato. Il 73enne bresciano di Remedello lo fa attraverso i social che spesso lo vedono protagonista con interventi chiari e senza fronzoli.
“Ci sono molti Sampdoriani che si offendono se espongo una critica logica e molto chiara nei confronti di Mancini – ha esordito Boni nel suo attacco frontale -. Mi accorgo che sono sopratutto le donne a difendere a spada tratta il loro idolo/pupillo… La storia parla molto chiaro e anche quando la Sampdoria era in grave difficoltà lui si è solo messo in mostra (io queste cose le so molto bene)”.
L’ex centrocampista ha poi aggiunto, senza mezzi termini: “Vorrà dire che tutte le volte che verrò a Genova mi attaccherò un cartello con su scritto: ‘Io sono quello che con il mio gol ho salvato la Sampdoria dalla retrocessione, il 20 maggio 1973. Forse avrò maggior rispetto. Io non ho invidia alcuna: l’unico sampdoriano che elogerò sempre si chiama Luca Vialli. Gli altri hanno semplicemente avuto la fortuna di indossare la maglia più bella del mondo”.
Classe 1953, Loris Boni ha giocato nella Sampdoria dal 1971, proveniente dalla Solbiatese, fino al 1975, prima di passare alla Roma. Ha anche indossato le divise di Pescara, Cremonese, Novara, Legnano e Fanfulla, chiudendo la sua carriera da calciatore in coda agli anni ’80. Venta anche diverse presenze con le Nazionali Under 21 e Under 23, fra il 1972 e il 1977.