Biathlon

Aggiornato Sab 14 Mar 2026 alle 17:12

Le ultime notizie sul biathlon raccontano una stagione straordinaria, culminata con le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, che hanno regalato emozioni sportive e umane di rara intensità. Tra trionfi azzurri, drammi personali e addii commoventi, il biathlon ha tenuto banco per settimane, confermandosi uno degli sport più seguiti e appassionanti del panorama invernale.

Lisa Vittozzi e l’Italia nella storia del biathlon olimpico

La notizia più bella per il movimento italiano è arrivata il 15 febbraio, quando Lisa Vittozzi ha conquistato il primo oro olimpico della storia del biathlon azzurro, vincendo l’inseguimento 10 km femminile con un percorso netto di 20 bersagli su 20 e un tempo di 30:11.8. Un’impresa che ha proiettato la 31enne di Pieve di Cadore nell’olimpo dello sport italiano, contribuendo a un medagliere complessivo da record per l’Italia a Milano Cortina 2026. L’oro storico di Vittozzi è stato il simbolo di una spedizione azzurra di altissimo livello.

Accanto alla gioia di Vittozzi, però, si è consumato uno dei momenti più dolorosi dei Giochi per i colori italiani: il ritiro di Tommaso Giacomel nella mass start 15 km maschile del 20 febbraio. Il biatleta trentino era in testa dopo il secondo poligono quando il suo corpo ha improvvisamente smesso di rispondere, costringendolo ad alzare bandiera bianca per un forte dolore al fianco sinistro che gli impediva di respirare. «È stata la sensazione peggiore che abbia mai provato nella mia vita finora», ha scritto Giacomel sui social, aggiungendo: «È devastante doversi fermare, ma oggi non c’era nulla che potessi fare contro il mio stesso corpo». La FISI ha poi comunicato che gli esami effettuati — ecografia ed elettrocardiogramma — hanno escluso complicazioni serie. Le parole di Giacomel dopo il ritiro hanno commosso tifosi e addetti ai lavori, con il campione che ha già promesso di riprovarci tra quattro anni in Francia.

Nonostante la delusione della mass start maschile, l’Italia ha chiuso il programma olimpico di biathlon con un oro e un argento, quest’ultimo conquistato nella staffetta mista con Giacomel, Hofer, Wierer e Vittozzi, piazzandosi al quarto posto nel medagliere della disciplina. A dominare è stata la Francia, con cinque ori, tre argenti e tre bronzi.

L’addio di Dorothea Wierer e il caso Laegreid

Milano Cortina 2026 ha segnato anche la fine di un’era per il biathlon italiano: Dorothea Wierer ha concluso la sua straordinaria carriera con un quinto posto nella mass start 12,5 km femminile del 21 febbraio, accolta al traguardo da un mazzo di fiori e dall’abbraccio commosso di colleghe e staff. Un momento di pura emozione che ha messo in secondo piano persino il podio di giornata. La campionessa di Anterselva lascia uno sport che ha dominato per oltre un decennio: due Coppe del Mondo generali consecutive (2018-2019 e 2019-2020), 14 vittorie individuali in Coppa del Mondo, 88 podi totali tra gare individuali e staffette, e un palmarès mondiale costellato di ori, tra cui i titoli iridati nell’individuale e nell’inseguimento ad Anterselva 2020. Alle Olimpiadi ha aggiunto l’argento nella staffetta mista di Milano Cortina ai bronzi di Sochi 2014, PyeongChang 2018 e alla sprint di Pechino 2022. Il commovente saluto a Wierer ha chiuso un capitolo irripetibile del biathlon azzurro.

Sul fronte internazionale, la vicenda che ha fatto più discutere è stata senza dubbio quella del norvegese Sturla Holm Laegreid, diventato suo malgrado il protagonista mediatico dei Giochi. Dopo aver conquistato il bronzo nella 20 km individuale, il 29enne è scoppiato in lacrime in diretta TV confessando di aver tradito la fidanzata: «Sei mesi fa ho incontrato l’amore della mia vita. Tre mesi fa ho commesso il mio errore più grande». Le sue parole hanno fatto il giro del mondo, dividendo la Norvegia tra chi ha criticato i tempi e i modi della confessione — tra cui l’ex biatleta Johannes Thingnes Bø e l’ex fondista Thérèse Johaug — e chi lo ha elogiato per la sincerità. La fidanzata, rimasta anonima, ha risposto tramite i media norvegesi: «È difficile perdonare. Anche dopo una dichiarazione d’amore davanti al mondo intero».

Nonostante il turbine emotivo, Laegreid ha disputato Giochi olimpici sorprendentemente positivi sul piano sportivo, conquistando cinque medaglie complessive tra prove individuali e staffette: tre argenti nell’inseguimento, nella partenza in linea e nella staffetta 4×7,5 km, più due bronzi nella sprint e nella 20 km individuale. Nelle settimane successive ai Giochi, tornato in gara a Kontiolahti, il norvegese ha ammesso di aver perso diversi chili per lo stress: «Era difficile mangiare e dormire. Questo dimostra che non tutto deve essere perfetto: ciò che conta è ciò che si dà in quel momento».