Adriano Panatta
Aggiornato Mar 29 Set 2026 alle 19:49Le ultime notizie su Adriano Panatta ruotano attorno a due grandi temi: l’allarme lanciato dall’ex campione romano sullo stato di salute del tennis moderno e le condizioni fisiche di Jannik Sinner, fermo ormai da oltre due mesi dopo la finale di Wimbledon del 12 luglio scorso. Un dibattito che si è intensificato nelle ultime settimane e che vede Panatta tra le voci più autorevoli e ascoltate del panorama tennistico italiano.
Panatta e l’allarme infortuni: ‘Il tennis non andrà lontano’
Il forfait di Sinner al torneo di Pechino ha riacceso il dibattito, e Panatta ha colto l’occasione per andare ben oltre il singolo caso. In un intervento sul Corriere della Sera, l’ex numero 4 del mondo ha spostato il focus dal ginocchio destro dell’altoatesino a una questione strutturale che riguarda l’intero circuito. ‘Molti si chiedono che cosa abbia Sinner. Ma sarebbe più giusto chiedersi che cosa abbia il tennis’, ha scritto con la lucidità che lo contraddistingue.
Secondo Panatta, la combinazione tra tornei sempre più lunghi e un gioco basato sulla potenza è la vera causa dell’epidemia di infortuni che sta colpendo i migliori giocatori del mondo. Un dato su tutti: gli infortuni, rispetto ai primi anni Duemila, sono aumentati del 110 per cento. ‘I tornei di due settimane impongono ai migliori di stare sul pezzo per periodi sempre più lunghi, ma è l’abbinamento con un tennis di potenza, giocato con racchette nate per colpire sempre in accelerazione, a tormentare il fisico dei tennisti’, ha spiegato. La conclusione è netta: ‘Così, con questi ritmi, il tennis non andrà lontano’.
Non è la prima volta che Panatta solleva questa questione. Già a settembre, commentando la partita tra Ben Shelton e Carlos Alcaraz terminata alle 3 e mezza di notte, si era schierato con il collega Paolo Bertolucci, che aveva duramente attaccato l’organizzazione sui social. ‘Giocare a tennis a certi orari, soprattutto dopo partite molto lunghe, non è una situazione ideale per gli atleti. La salute dei giocatori deve venire prima di tutto’, aveva dichiarato al Corriere dello Sport. E ancora prima, ad aprile, aveva già lanciato un appello alle istituzioni: ‘Gli infortuni si moltiplicano a una frequenza molto preoccupante e questa è una bruttissima notizia per questo sport’.
La proposta concreta di Panatta riguarda il formato dei Masters 1000: ‘Hanno fatto una grandissima stupidaggine a fare diventare i tornei 1000 da due settimane. Io farei i tornei da 1000 con 32 giocatori, non di più, così giocano tranquillamente in una settimana e non si stancano troppo’. Un’analisi approfondita che l’ex campione ha sviluppato nel corso degli ultimi mesi con crescente preoccupazione.
Sinner, il ginocchio e il rientro: ‘Se forza i tempi, rischia molto di più’
Sul caso specifico di Jannik Sinner, Panatta si è espresso con chiarezza: la scelta di non accelerare il recupero è quella più prudente. ‘Se Jannik forza i tempi del rientro, rischia molto di più’ rispetto ad attendere che il ginocchio abbia recuperato pienamente. Il possibile rientro dell’azzurro è atteso al Masters 1000 di Shanghai, al via il 7 ottobre, oppure al torneo di Vienna del 24 ottobre, con una pausa che potrebbe quindi toccare i tre mesi e mezzo complessivi.
Già ad agosto, quando Sinner aveva dato forfait agli US Open, Panatta aveva commentato la situazione con la sua consueta ironia: ‘La cosa che mi fa un po’ ridere è che tutti i giocatori di tennis dicono ho ascoltato il mio corpo… Io se lo ascolto, la mattina nemmeno mi alzo’. Ma tornando serio, aveva indicato nel tipo di gioco il colpevole principale: ‘Conta molto, qui parliamo di troppi infortuni, a parte Sinner e Alcaraz abbiamo avuto Rune, Berrettini, Musetti, Fritz, tutti giocatori nei primi dieci con grossi incidenti. Qualcosa non sta funzionando’.
Non è un caso, secondo Panatta, che proprio Sinner e Carlos Alcaraz — i due protagonisti assoluti della nuova generazione — abbiano già manifestato l’intenzione di concedersi in futuro pause più lunghe. ‘Hanno capito che il tennis non cambierà e l’unica strada è quella di cambiare il loro tennis’, ha concluso l’ex campione, in un’analisi che suona quasi come un atto d’accusa verso chi governa il circuito internazionale. Le parole di Panatta sul Corriere della Sera hanno fatto rapidamente il giro del mondo tennistico, alimentando un dibattito che non accenna a spegnersi.
Nel frattempo, la stagione 2026 di Sinner resta comunque straordinaria: prima dell’infortunio al ginocchio, l’altoatesino aveva chiuso Wimbledon con 128 ace, risultando il giocatore con il maggior numero di battute vincenti del torneo, e vantava un bilancio di 44 vittorie e sole 3 sconfitte, con una percentuale di successi del 93,6% che lo colloca nella top 5 delle migliori annate dell’era Open. La crescita del servizio di Sinner era stata uno dei temi più analizzati da Panatta dopo il trionfo sull’erba londinese. Numeri che rendono ancora più pesante l’assenza del numero uno del mondo e che spiegano perché, come ha detto lo stesso Panatta, ‘senza Sinner e Alcaraz il circuito è meno interessante’.