Adriano Panatta esalta Jannik Sinner e punge Carlos Alcaraz

Articolo di Andrea Gussoni

Guardando al futuro, Panatta si sofferma sul Roland Garros.

Dopo aver assistito in tribuna d’onore alla finale di Monte Carlo, Adriano Panatta è tornato al suo posto alla Domenica Sportiva, dove ha commentato la vittoria di Jannik Sinner: “È stata una bella finale, molto difficile da giocare per via di un vento molto fastidioso (e io lo conosco molto bene). Ci sono stati tanti errori e anche punti meravigliosi da parte di due giocatori che giocano un tennis completamente diverso rispetto a tutti gli altri che partecipano al circuito internazionale. Ha vinto la determinazione, la forza mentale e il lavoro quotidiano per migliorarsi di Sinner”.

“Forse ha un filino in meno di abilità tecnica ma è talmente forte mentalmente che quella roba lì ce l’ha in tutte le partite quindi o Alcaraz gioca al 100% tutte le partite oppure, se scende anche di una piccolissima percentuale, Sinner vince. Il rovescio di Jannik? Se avete visto la partita, a rovescio Jannik è stato molto più forte, di dritto invece è più forte Alcaraz. Nel servizio forse un filo meglio Sinner mentre a rete nettamente più forte Alcaraz che si fa preferire anche nella palla corta e nelle variazioni di gioco. Ma Sinner è stato bravo anche a leggere i drop shot di Alcaraz, ormai lo conosce e anticipa la giocata arrivando a rete in tempo per rimettere la pallina di là”.

Secondo l’ex campione, la rivalità tra i due è destinata a proseguire: “La finale di oggi tra loro due la vedremo tantissime volte quest’anno. Adesso ha vinto Sinner e può essere che la prossima volta vincerà Alcaraz e via così”. Le differenze emergono soprattutto nell’approccio quotidiano: “Sinner quando si sveglia la mattina la prima cosa a cui pensa è migliorarsi. Lui vuole migliorare i colpi che gli riescono meno bene e per 12 ore pensa a quella cosa lì in modo ossessivo. Per me Alcaraz non pensa nella stessa maniera: è un giocatore più fantasioso ed estemporaneo ma se non fai come fa Sinner, diventa difficile per lo spagnolo che però è di due anni più giovane e quindi ha un leggero margine in più per poter migliorare”.

Guardando al futuro, Panatta si sofferma sul Roland Garros: “Lì si gioca un altro sport perché lo Slam è al meglio dei cinque set. Però è importante che Sinner abbia vinto e sia anche stato particolarmente contento di farlo. Per lui è la prima vittoria in un torneo importante sulla terra. Come mi spiego il crollo di Alcaraz nel secondo set? Lui ha dei passaggi a vuoto che con i giocatori di alto livello riesce a nascondere, con Sinner non te lo puoi permettere. Se ti capita, Jannik ne approfitta e ti va via. Nel primo set sul 6-5 Sinner ha giocato sei o sette ace: lui quando è il momento importante, sfrutta benissimo il servizio. Alcaraz si è rivolto al suo angolo e ha detto: “Non ce la faccio, questo qua ogni volta che gli serve il punto importante lo fa”. Sulla terra battuta hai più margine di recupero rispetto al cemento o alle superfici veloci”.

Infine, una battuta sull’atteggiamento in campo dell’azzurro: “Jannik entra in campo e ‘te vuole menà’, non gli basta vincere. E questa mentalità la allena tutti i giorni. Lui è un atleta che affronta questo sport in modo monacale. Ad Alcaraz invece piace andare a Ibiza e l’ossessione di Jannik non ce l’ha. Il tuffo in piscina di Sinner? Quando ho vinto io Montecarlo non l’ho fatto perché non c’erano le piscine ma c’erano le marane…”.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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