Guardando al futuro, Panatta si sofferma sul Roland Garros.
Dopo aver assistito in tribuna d’onore alla finale di Monte Carlo, Adriano Panatta è tornato al suo posto alla Domenica Sportiva, dove ha commentato la vittoria di Jannik Sinner: “È stata una bella finale, molto difficile da giocare per via di un vento molto fastidioso (e io lo conosco molto bene). Ci sono stati tanti errori e anche punti meravigliosi da parte di due giocatori che giocano un tennis completamente diverso rispetto a tutti gli altri che partecipano al circuito internazionale. Ha vinto la determinazione, la forza mentale e il lavoro quotidiano per migliorarsi di Sinner”.
“Forse ha un filino in meno di abilità tecnica ma è talmente forte mentalmente che quella roba lì ce l’ha in tutte le partite quindi o Alcaraz gioca al 100% tutte le partite oppure, se scende anche di una piccolissima percentuale, Sinner vince. Il rovescio di Jannik? Se avete visto la partita, a rovescio Jannik è stato molto più forte, di dritto invece è più forte Alcaraz. Nel servizio forse un filo meglio Sinner mentre a rete nettamente più forte Alcaraz che si fa preferire anche nella palla corta e nelle variazioni di gioco. Ma Sinner è stato bravo anche a leggere i drop shot di Alcaraz, ormai lo conosce e anticipa la giocata arrivando a rete in tempo per rimettere la pallina di là”.
Secondo l’ex campione, la rivalità tra i due è destinata a proseguire: “La finale di oggi tra loro due la vedremo tantissime volte quest’anno. Adesso ha vinto Sinner e può essere che la prossima volta vincerà Alcaraz e via così”. Le differenze emergono soprattutto nell’approccio quotidiano: “Sinner quando si sveglia la mattina la prima cosa a cui pensa è migliorarsi. Lui vuole migliorare i colpi che gli riescono meno bene e per 12 ore pensa a quella cosa lì in modo ossessivo. Per me Alcaraz non pensa nella stessa maniera: è un giocatore più fantasioso ed estemporaneo ma se non fai come fa Sinner, diventa difficile per lo spagnolo che però è di due anni più giovane e quindi ha un leggero margine in più per poter migliorare”.
Guardando al futuro, Panatta si sofferma sul Roland Garros: “Lì si gioca un altro sport perché lo Slam è al meglio dei cinque set. Però è importante che Sinner abbia vinto e sia anche stato particolarmente contento di farlo. Per lui è la prima vittoria in un torneo importante sulla terra. Come mi spiego il crollo di Alcaraz nel secondo set? Lui ha dei passaggi a vuoto che con i giocatori di alto livello riesce a nascondere, con Sinner non te lo puoi permettere. Se ti capita, Jannik ne approfitta e ti va via. Nel primo set sul 6-5 Sinner ha giocato sei o sette ace: lui quando è il momento importante, sfrutta benissimo il servizio. Alcaraz si è rivolto al suo angolo e ha detto: “Non ce la faccio, questo qua ogni volta che gli serve il punto importante lo fa”. Sulla terra battuta hai più margine di recupero rispetto al cemento o alle superfici veloci”.
Infine, una battuta sull’atteggiamento in campo dell’azzurro: “Jannik entra in campo e ‘te vuole menà’, non gli basta vincere. E questa mentalità la allena tutti i giorni. Lui è un atleta che affronta questo sport in modo monacale. Ad Alcaraz invece piace andare a Ibiza e l’ossessione di Jannik non ce l’ha. Il tuffo in piscina di Sinner? Quando ho vinto io Montecarlo non l’ho fatto perché non c’erano le piscine ma c’erano le marane…”.