Adriano Panatta indica il grave errore di Carlos Alcaraz: “Sarei felice per lui, ma meno per Sinner…”

Articolo di Martino Davidi

L'ex tennista azzurro ha commentato il forfait di Madrid del tennista di Murcia

L’ex tennista azzurro Adriano Panatta ha commentato senza giri di parole il forfait di Carlos Alcaraz a Madrid dopo i guai al polso. Molti accusano il tennista spagnolo di non essersi gestito al meglio, e anche Panatta è di questo parere a La Domenica Sportiva: “Secondo me ha sbagliato a lasciare Ferrero che è uno tosto, difficile, ma è anche un grande conoscitore di tennis”.

“Carlos a 21-22 anni, con tutti i trofei che ha vinto, è diventato più intraprendente, ha voluto cambiare e ha sbagliato – ha continuato Panatta -. Sarei felice per lui (e meno per Sinner) se tornasse con Ferrero”. L’ex Azzurro poi ha descritto il legame particolare che si crea tra il tennista e l’allenatore: “Il rapporto tra gli allenatore e il giocatori è viscerale: gli allenatori rinunciano alla loro vita per una dedizione incredibile nei confronti dei giocatori che allenano e che seguono veramente ogni giorno rinunciando alla loro famiglia”.

“Un allenatore prima di tutto deve capire di tennis e non deve avere lacune. Non devono essere genitori o confessori ma devono essere in grado di farti fare quel salto di qualità in linea con la tua età. Se resti per tutta la carriera con un coach padre c’è il rischio che il rapporto possa lacerarsi”.

Panatta è poi tornato sulla differenza di mentalità tra i due grandi campioni: “Da quello che vedo, Sinner ha una dedizione assoluta per il tennis, tutto è programmato per ottenere il massimo risultato. Sembra un marziano. Alcaraz ha una concezione della felicità diversa, lui è felice di andare a Ibiza, a divertirsi con gli amici. E questo alla lunga può fare la differenza. Io? Avrei vinto di più se mi fossi allenato di più? Forse, ma sarei stato più felice? Tenete conto che la forza mentale si esaurisce prima di quella fisica, a differenza dell’opinione comune. Borg, che non staccava mai dal tennis, ha smesso a 26 anni, io ho resistito fino a 33”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

TG SPORT

Articoli correlati