Jannik Sinner, i numeri parlano chiaro: dal confronto emerge un dato sorprendente

Articolo di Nicola Lama

La stagione 2026 dell'altoatesino, che sta lavorando per il rientro dall'infortunio, sarà ricordata per la sua unicità, nel bene e nel male.

Mentre Jannik Sinner continua ad allenarsi a Monte Carlo in vista del ritorno in campo previsto a Pechino, un dato statistico emerso dopo gli US Open racconta una differenza impressionante se si confrontano i suoi numeri con quelli di Alexander Zverev, fresco campione a New York. Il tedesco, che ha conquistato il secondo Slam della carriera superando settimane particolarmente intense, è infatti il vero iron man del circuito: nel 2026 ha già disputato 66 partite distribuite in 15 tornei, restando in campo per oltre 152 ore complessive.

Quelli di Sinner, per varie ragioni, sono numeri ben diversi. L’azzurro, fermo dalla finale di Wimbledon vinta proprio contro Zverev a causa dell’infiammazione tendinea al ginocchio, ha giocato finora 47 partite in 9 tornei, accumulando poco più di 90 ore sul campo. Dopo il malessere al Roland Garros ha preso una pausa ponderata in vista di Wimbledon, dopo il torneo inglese è invece stato costretto allo stop dal problema al ginocchio curato a Torino nelle ultime settimane.

Il confronto diventa ancora più significativo se si allarga lo sguardo all’intera nuova generazione. Anche Carlos Alcaraz, reduce da un lungo stop per l’infortunio al polso, ha infatti disputato appena 30 incontri stagionali. Una situazione che fa riflettere sulla necessità di approcci differenti alla gestione degli impegni in un calendario sempre più fitto e impegnativo, a prescindere dall’età dell’atleta.

Quelli di Zverev sono comunque numeri sorprendenti per via dell’elevato numero di partite che rappresenta una costante da anni. Nel 2025 il tedesco aveva chiuso con 80 incontri disputati, mentre nel 2024 era arrivato addirittura a quota 88, confermandosi uno dei giocatori più presenti del circuito. Sinner e Alcaraz sembrano invece orientati verso una programmazione più selettiva anche nel prossimo futuro: una scelta che preoccupa i piani alti dell’ATP, che nel 2025, invece, si era ben abituata alle finali tra i due giovani fenomeni.

Adesso il numero uno del mondo guarda al rientro. La tabella di marcia porta a Pechino, torneo nel quale i tifosi sperano di rivederlo finalmente in azione dopo oltre due mesi di assenza. Nel frattempo, però, il confronto con Zverev fa emergere un dato sorprendente: tra i big del circuito nessuno ha accumulato un carico di lavoro paragonabile a quello del campione degli US Open.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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