Jannik Sinner

Aggiornato Gio 13 Ago 2026 alle 14:28

Jannik Sinner si avvicina agli US Open con un obiettivo chiaro e una sfida inedita da affrontare: presentarsi a Flushing Meadows senza aver giocato né a Montreal né a Cincinnati. Le ultime notizie confermano che il numero uno del mondo ha ufficialmente dato forfait al Masters 1000 dell’Ohio a causa di un problema al ginocchio destro, una sindrome da sovraccarico che il suo staff medico ha deciso di gestire con la massima prudenza. “Dopo essermi consultato con i miei medici e il mio team, devo comunicare che sono costretto a ritirarmi dal torneo Masters 1000 di Cincinnati. Il ginocchio destro mi sta dando fastidio e, nonostante ci siamo impegnati a fondo con il mio team medico, devo ammettere che non sono ancora pronto per gareggiare”, ha dichiarato l’altoatesino.

Il campione di Sesto Pusteria si è sottoposto a una serie di accertamenti, prima presso la clinica Physioclinic di Milano e successivamente al J-Medical di Torino, dove ha proseguito un ciclo di fisioterapia che include sedute di onde d’urto. I medici consultati hanno escluso danni strutturali, inquadrando il problema come un’infiammazione da sovraccarico funzionale, tipica degli atleti di alto livello sottoposti a ritmi intensissimi. La priorità, adesso, è una sola: arrivare agli US Open al cento per cento.

La sfida storica: vincere gli US Open senza Montreal e Cincinnati

Numeri alla mano, nessun tennista è mai riuscito a vincere lo Slam sul cemento americano saltando entrambi i Masters 1000 preparatori. Sinner punta a essere il primo a riuscirci, aggiungendo un’ulteriore impresa a una carriera già costellata di record. C’è poi un secondo tabù da sfatare: gli ultimi tre vincitori degli US Open — Djokovic, lo stesso Sinner e Alcaraz — avevano tutti alzato il trofeo a Cincinnati nella settimana precedente. Un precedente che l’azzurro vuole ignorare, forte della consapevolezza che il suo gioco sul cemento non ha bisogno di lunghe settimane di rodaggio.

A rassicurare i tifosi ci ha pensato Paolo Bertolucci sulle pagine della Gazzetta dello Sport: l’ex tennista azzurro ha letto la rinuncia a Cincinnati come una scelta meditata e strategica, non come un campanello d’allarme. “La priorità del numero uno del mondo in questo momento è presentarsi allo Slam newyorkese completamente recuperato dall’infortunio al ginocchio destro”, ha spiegato Bertolucci, sottolineando come Wimbledon abbia già dimostrato che Sinner non ha bisogno di molte partite per ritrovare immediatamente il suo livello. Anche in quell’occasione era arrivato ai Championships senza aver disputato un solo incontro ufficiale sull’erba, conquistando comunque il titolo per la seconda volta consecutiva.

Sinner arriverà dunque a New York con oltre cinquanta giorni di distanza dall’ultima partita ufficiale, la finale di Wimbledon vinta contro Alexander Zverev. Una pausa lunga, ma che il campione altoatesino intende sfruttare per presentarsi in perfetta forma. Secondo Bertolucci, i dieci giorni di preparazione prima dell’inizio dello Slam potrebbero essere utilizzati per allenarsi contro giocatori solidi, simulando anche partite al meglio dei cinque set per ritrovare le sensazioni di gara.

Il ranking e la situazione di classifica: il trono è al sicuro

Nonostante i forfait, la posizione di Sinner nel ranking ATP resta solidissima. L’azzurro ha iniziato la sua 84esima settimana da numero uno del mondo e si è già garantito di restare al vertice almeno fino all’inizio di ottobre. Dopo il ritiro da Cincinnati perderà i 650 punti della finale del 2025, scendendo a circa 12.800 punti, ma il vantaggio sui rivali rimane ampio. Carlos Alcaraz, assente anch’egli dall’Ohio, perderà i 1.000 punti della vittoria dello scorso anno e scenderà intorno ai 7.160.

La discontinuità di Alexander Zverev e soprattutto il lungo infortunio al polso di Alcaraz — fermo dal torneo di Barcellona, con Roland Garros e Wimbledon già saltati e la partecipazione agli US Open sempre più in dubbio — rendono la leadership di Sinner praticamente inattaccabile. Secondo le stime più realistiche, all’azzurro basterebbero 3.000-3.500 punti nei prossimi mesi per chiudere l’anno da numero uno con ampio margine di sicurezza. Un percorso credibile potrebbe includere una semifinale agli US Open, un buon risultato a Shanghai o Pechino e una vittoria a Vienna o Parigi, oltre alla qualificazione alle ATP Finals di Torino.

Proprio le assenze di Sinner e Alcaraz a Cincinnati hanno aperto il dibattito tra i colleghi. Zverev ha commentato con pragmatismo: “Sì, penso che cambi un po’ le cose, soprattutto ora che Jannik non c’è. Ha praticamente vinto tutti i Masters a cui ha partecipato quest’anno”. Taylor Fritz ha invece sottolineato come la differenza si senta davvero solo nelle fasi finali del torneo: “È in quel momento, da testa di serie alta, che inizi a notare davvero la differenza dovuta alla loro assenza”.

Il grande appuntamento resta dunque fissato a Flushing Meadows, dove Sinner ha già scritto pagine importanti: nel 2024 conquistò il titolo battendo Fritz in finale, nel 2025 tornò a giocarsi il trofeo perdendolo contro Alcaraz. Stavolta punta al sesto Slam in carriera, con la consapevolezza di chi conosce perfettamente il proprio corpo e sa che la prudenza, in questo momento della stagione, è la scelta più intelligente.