Jannik Sinner

Aggiornato Lun 28 Set 2026 alle 09:52

Le ultime notizie su Jannik Sinner dipingono un quadro complesso: il numero uno del mondo è fermo ai box da oltre due mesi e mezzo, e le preoccupazioni per il suo ginocchio destro si fanno sempre più concrete. L’azzurro non scende in campo dalla finale di Wimbledon vinta il 12 luglio scorso contro Alexander Zverev, e il forfait annunciato per l’ATP 500 di Pechino — il quarto torneo saltato in questa stagione dopo Montreal, Cincinnati e gli US Open — ha riacceso il dibattito sulle sue condizioni fisiche e sui tempi di recupero.

Il ginocchio che preoccupa: la sindrome della bandelletta ileotibiale

Secondo le ultime indiscrezioni circolate nel circuito, il problema fisico che affligge Sinner sarebbe riconducibile alla sindrome della bandelletta ileotibiale, nota anche come ‘ginocchio del corridore’. Si tratta di un’infiammazione tra coscia e ginocchio causata da sovraccarico e ripetuti movimenti di flessione ed estensione dell’articolazione. La buona notizia è che raramente richiede un intervento chirurgico: il trattamento avviene solitamente tramite fisioterapia, riposo e gestione del carico. Tuttavia, i tempi di recupero restano incerti, e lo staff dell’altoatesino preferisce non forzare per evitare il rischio di ricadute.

Adriano Panatta, intervenuto sul Corriere della Sera, ha allargato la prospettiva oltre il singolo caso: ‘Se Jannik forza i tempi del rientro, rischia molto di più’, ha scritto l’ex campione, sottolineando come il problema non riguardi solo Sinner ma l’intero circuito. Secondo Panatta, il calendario sempre più fitto e un tennis basato sulla potenza stanno sottoponendo i giocatori a uno stress fisico insostenibile: gli infortuni, rispetto ai primi anni Duemila, sono aumentati del 110 per cento. Una riflessione che porta con sé una domanda scomoda: qualcuno ha intenzione di cambiare le cose?

Nel frattempo, Sinner ha mantenuto una certa visibilità pubblica nonostante l’assenza dai campi. Nel giorno dell’annuncio del forfait da Pechino, l’altoatesino ha raggiunto a Milano la fidanzata Laila Hasanovic, impegnata negli appuntamenti della Milano Fashion Week. Alla sfilata di Gucci ha incontrato la giornalista Anna Wintour, che si è detta sorpresa di vederlo in città: ‘Pensavo che saresti andato a Pechino’, gli ha detto. Sinner ha risposto con ironia amara: ‘Lo pensavo anch’io…’. E alla domanda sul rientro a gennaio, ha aggiunto: ‘Se non torno a gennaio sarebbe un problema’.

La corsa al numero uno: Zverev può sorpassare Sinner

L’assenza prolungata di Sinner ha inevitabilmente riaperto la corsa alla vetta del ranking ATP. Attualmente sono 1.370 i punti che separano l’azzurro da Alexander Zverev, secondo nel mondo e grande protagonista del 2026 con i trionfi al Roland Garros e agli US Open. Ma il distacco potrebbe ridursi drasticamente nelle prossime settimane, considerando che Sinner ha un bottino enorme da difendere: i successi dello scorso anno a Pechino, Vienna, Parigi e alle ATP Finals valgono circa 3.000 punti. Zverev, al contrario, nello swing asiatico del 2025 aveva raccolto appena 110 punti, lasciandosi ampi margini di guadagno. Un eventuale doppio successo a Pechino e Shanghai potrebbe addirittura consentirgli di superare Sinner in classifica.

Il tedesco, interpellato a margine della Laver Cup, ha preferito non alimentare l’hype: ‘Le assenze e le condizioni fisiche dei miei colleghi non devono influenzare il mio lavoro quotidiano’, ha dichiarato a Sky Sports UK. ‘La corsa al numero uno non deve diventare un’ossessione. Bisogna prepararsi nel migliore dei modi, disputare buone partite e continuare a vincere’. Un approccio pragmatico, quello di Zverev, che in campo ha confermato il suo stato di forma battendo Learner Tien per 7-6, 6-3 alla Laver Cup e regalando al Team Europe la vittoria matematica del torneo.

Sul fronte delle gerarchie mondiali, il dibattito tra gli addetti ai lavori è vivace. Roger Federer, padrone di casa alla Laver Cup, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport che Sinner ha dimostrato di essere il più forte grazie alle vittorie della prima parte del 2026, ma ha riconosciuto che Zverev è ora ‘l’uomo da battere’. Andy Murray, invece, ha scelto Carlos Alcaraz come suo preferito, nonostante il ranking parli chiaro in favore dell’azzurro. John McEnroe ha espresso un’opinione simile, pur riconoscendo che Sinner, quando è in forma, è ‘estremamente dominante’.

Il rientro atteso: Shanghai o Vienna?

Dopo il forfait di Pechino, restano due scenari principali per il ritorno in campo di Jannik Sinner. Il primo è il Masters 1000 di Shanghai, al via il 7 ottobre, dove l’azzurro spera di presentarsi dopo aver ripreso gli allenamenti a Monte Carlo. Il secondo, più cauto, è il torneo di Vienna, in programma dal 24 ottobre: una scelta che darebbe più tempo al ginocchio di recuperare pienamente, riducendo il rischio di ricadute. L’ipotesi di un rientro direttamente nel 2027 esiste, ma viene considerata remota dallo stesso Sinner, che ha scherzato sul tema con Anna Wintour lasciando intendere che gennaio sarebbe il limite invalicabile.

Carlos Alcaraz, dal canto suo, non nasconde la nostalgia per il rivale: ‘Mi manca vederlo nel circuito e affrontarlo in campo. Jannik mi spinge a essere un giocatore migliore’, ha dichiarato il murciano a margine della Laver Cup. Anche il giovane talento spagnolo Rafael Jodar ha mandato un messaggio affettuoso all’azzurro: ‘È davvero un’ottima persona, divertente e incredibilmente umile. Manca a tutti nel circuito, spero proprio che torni presto’. Parole che confermano quanto la presenza di Sinner sia attesa e desiderata da tutto il mondo del tennis.