Alexander Zverev

Aggiornato Dom 21 Giu 2026 alle 12:41

Alexander Zverev ha finalmente scritto il suo nome nell’albo d’oro del tennis mondiale. Il tennista tedesco di Amburgo ha conquistato il Roland Garros 2026, battendo in finale l’italiano Flavio Cobolli con il punteggio di 6-1, 4-6, 6-4, 6-7(5), 6-1 al termine di una battaglia epica durata 4 ore e 20 minuti sul Philippe-Chatrier. Un trionfo che mette fine a una lunga attesa e che arriva dopo le delusioni nelle finali degli US Open 2020 e degli Australian Open 2025.

La finale del Roland Garros: Zverev domina il quinto set

La partita ha vissuto momenti di grande intensità e continui capovolgimenti di fronte. Zverev aveva dominato il primo set con un netto 6-1, approfittando della tensione comprensibile di Cobolli alla sua prima finale Slam. L’azzurro romano aveva però reagito da campione nel secondo parziale, alzando il livello del proprio tennis e pareggiando i conti sul 6-4. Nel terzo set il tedesco era tornato avanti grazie a un break sul 4-4, portandosi sul 2-1 nei set. Quando il trofeo sembrava ormai a portata di mano per Zverev, Cobolli ha trovato energie insospettabili nel quarto parziale, strappando il tie-break con un magnifico passante di dritto lungolinea sul 6-5 e trascinando la finale al quinto set decisivo.

Nel set conclusivo, tuttavia, Sascha Zverev è partito in maniera travolgente, portandosi rapidamente sul 3-0 con due break consecutivi e non lasciando più spazio all’azzurro, che ha accusato anche qualche difficoltà negli spostamenti laterali nelle fasi finali. Il tedesco ha chiuso sul 6-1, conquistando il primo Slam della sua carriera e mettendo fine a quella che molti consideravano la grande incompiuta del tennis mondiale. Per Zverev si tratta della quarta finale Slam in carriera, la seconda a Parigi dopo quella persa nel 2024 contro Carlos Alcaraz.

Dopo la vittoria, Cobolli ha voluto omaggiare il rivale con parole sincere e persino una battuta: “Se mi avessero chiesto chi credevo meritasse più degli altri di aggiudicarsi il Roland Garros, avrei risposto Sascha. Hai coronato il tuo sogno, adesso fai vincere me la prossima volta”. Un gesto di grande sportività che ha commosso il pubblico del Philippe-Chatrier.

La maledizione italiana spezzata: il percorso verso il titolo

La vittoria di Zverev a Parigi assume un sapore ancora più speciale se si considera il contesto in cui è maturata. Nelle settimane precedenti al Roland Garros, il tennista tedesco era al centro di una clamorosa statistica negativa: le ultime sei sconfitte nel circuito ATP erano arrivate tutte contro tennisti italiani. Jannik Sinner lo aveva eliminato a Indian Wells, Miami, Monte Carlo e Madrid, Cobolli stesso lo aveva battuto in semifinale a Monaco di Baviera, e Luciano Darderi lo aveva sconfitto agli Internazionali d’Italia di Roma dopo che Zverev aveva sprecato quattro match point.

Proprio a Roma, dopo la sconfitta contro Darderi, Zverev aveva sfogato tutta la sua frustrazione, lamentandosi persino della qualità del campo: “Penso che questo sia il peggior campo da tennis su cui abbia mai giocato”. Parole che avevano fatto discutere, ma che fotografavano lo stato d’animo di un campione a lungo inseguito dai fantasmi delle finali Slam mancate. La maledizione italiana sembrava destinata a pesare anche sulla finale parigina, ma Zverev ha saputo spezzarla nel momento più importante della sua carriera.

Il cammino del tedesco verso il titolo era stato convincente: aveva superato nell’ordine Benjamin Bonzi, Tomas Machac, Quentin Halys, Jesper De Jong, Rafael Jodar e Jakub Mensik. Proprio contro Jodar, giovane spagnolo di 19 anni che aveva sorpreso tutti con la sua qualificazione ai quarti, Zverev aveva lanciato un segnale importante rimontando da una situazione di svantaggio nel primo set e dominando poi i parziali successivi. In semifinale aveva poi regolato Mensik in quattro set con i parziali di 7-5, 6-2, 3-6, 6-3, dimostrando solidità mentale e fisica.

Un 2026 di alti e bassi prima del trionfo

La stagione 2026 di Zverev era stata caratterizzata da luci e ombre prima dell’apoteosi parigina. Il tedesco aveva vissuto un periodo difficile soprattutto nei confronti con Jannik Sinner, contro cui aveva accumulato nove sconfitte consecutive. La finale di Madrid era stata particolarmente dolorosa: Sinner lo aveva demolito in appena 58 minuti con un netto 6-1, 6-2, scatenando dure critiche nei confronti del tedesco. Toni Nadal aveva commentato senza mezzi termini: “Ho avuto la sensazione che Zverev fosse sceso in campo già con un peso addosso, quasi rassegnato”.

Anche le dichiarazioni di Zverev dopo quella finale avevano fatto discutere: il tedesco aveva sostenuto di appartenere alla stessa categoria di Alcaraz e Djokovic, nonostante l’assenza di titoli Slam in bacheca. Parole che gli erano costate critiche feroci da parte di ex tenniste come Coco Vandeweghe e Rennae Stubbs. Zverev era poi tornato su quelle parole cercando di chiarire il proprio pensiero, ma il danno d’immagine era fatto.

Eppure, proprio in quel periodo difficile, erano arrivati segnali incoraggianti. A Monaco di Baviera, Zverev era stato battuto nettamente in semifinale da Cobolli con un doppio 6-3, ma il tedesco aveva poi ritrovato il suo tennis migliore a Madrid, dove aveva liquidato lo stesso Cobolli nei quarti con un netto 6-1, 6-4. Un percorso altalenante che, alla fine, lo ha portato a Parigi nelle condizioni giuste per cogliere l’occasione della vita, favorito anche dalle assenze di Sinner, Alcaraz e Djokovic dal tabellone del Roland Garros. Con il primo Slam in tasca, Alexander Zverev può finalmente rispondere a chi lo aveva messo in discussione: i trofei, ora, parlano per lui.