La Tigre valdostana non si è nascosta e ha dato un suggerimento preciso al fuoriclasse azzurro della racchetta.
In un mondo sportivo abituato a ritmi frenetici e alla pressione costante della competizione, le parole di Federica Brignone su Jannik Sinner, nel corso di un’intervista rilasciata dalla campionessa di sci al Corriere della Sera, non sono passate inosservate. La Tigre valdostana, che ha spesso incrociato il fuoriclasse della racchetta al J-Medical di Torino, gli ha dato un consiglio preciso su come affrontare il recupero dall’infortunio che, di fatto, lo costringerà a tornare nella prossima stagione.
“È difficile entrare nella testa di qualcuno – ha detto Federica Brignone, parlando di Jannik Sinner -, il mio consiglio è prendersi il tempo che gli serve: nella mia carriera ho spesso sottovalutato alcuni segnali del mio corpo e ne ho pagato le conseguenze alla lunga. Jannik è talmente forte che se torna al cento per cento non si ferma più. Il suo infortunio è uno dei peggiori da gestire: un atleta non si fermerebbe mai, Sinner non ha traumi che gli impediscono di camminare”.
Le reazioni a questa profonda riflessione della sciatrice azzurra sono state unanimi e positive. Appassionati, addetti ai lavori e tifosi hanno accolto con grande favore il messaggio della Brignone, vedendo nel suo consiglio grande empatia, anche perché la stessa campionessa azzurra ha vissuto in prima persona le insidie degli infortuni, anche gravi.
D’altra parte, gli ultimi diciotto mesi di Federica Brignone sono stati un’altalena di emozioni: prima la gioia per la Coppa del Mondo 2025 portata a casa, poi il dramma del grave infortunio che aveva messo a rischio la partecipazione a Milano Cortina 2026. Da lì un percorso di recupero non semplice, che l’ha portata a combattere il dolore e portare a casa due straordinarie medaglie d’oro olimpiche, prima di fermarsi nuovamente per ascoltare le esigenze del proprio corpo, mantenendo però l’ambizione di partecipare ai prossimi Mondiali.
Jannik Sinner è invece reduce da mesi complessi a causa della fastidiosa sindrome della bandelletta ileotibiale al ginocchio destro palesatasi dopo Wimbledon e aggravatasi con i carichi di lavoro stagionali. Un problema insidioso, di natura tendinea e da sovraccarico, che ha spinto il numero uno azzurro a fare la scelta più matura e dolorosa: chiudere in anticipo il 2026, rinunciare alle ATP Finals e alla Coppa Davis per sottoporsi a una terapia conservativa programmata e rientrare in campo solo quando sarà al massimo della condizione.