Milano Cortina 2026

Aggiornato Mer 22 Apr 2026 alle 14:02

Le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 hanno lasciato un’eredità sportiva straordinaria, tra imprese memorabili, storie commoventi e polemiche che hanno animato il dibattito pubblico nelle settimane successive alla chiusura dei Giochi. A oltre un mese dalla cerimonia di chiusura, le ultime notizie continuano a tenere viva l’attenzione su un evento che ha segnato la storia dello sport italiano e internazionale.

Lindsey Vonn: il recupero e il futuro ancora incerto

Tra i temi più discussi nelle ultime settimane c’è senza dubbio il caso Lindsey Vonn, protagonista di uno degli episodi più drammatici dei Giochi. La campionessa statunitense, che aveva scelto di gareggiare nella discesa libera nonostante un ginocchio già compromesso, era caduta rovinosamente dopo appena 13 secondi, riportando una frattura tibiale complessa con sindrome compartimentale, la rottura della testa del perone e, come emerso successivamente, anche una frattura alla caviglia destra. Sottoposta a sei interventi chirurgici, aveva rischiato l’amputazione della gamba sinistra prima di essere dimessa dall’ospedale.

A 25 giorni dall’infortunio, Vonn aveva già sorpreso tutti pubblicando un video su Instagram mentre si allenava in palestra, lavorando su addominali, spalle e persino sulla gamba martoriata. Ora, a oltre un mese di distanza, il dibattito si è spostato sul suo futuro agonistico. L’ex campione tedesco Felix Neureuther ha criticato duramente la gestione televisiva dell’incidente: «Ho trovato il modo in cui le immagini e l’audio della TV sono stati gestiti in quel momento molto inappropriato e irrispettoso nei confronti della famiglia di Lindsey», ha dichiarato a Die Welt, chiedendo un cambio di tendenza nel modo in cui i media trattano i momenti di dolore estremo degli atleti.

Sul fronte del ritiro, la stessa Vonn ha voluto mettere a tacere le speculazioni con un messaggio diretto ai suoi follower: «Per favore, smettetela di dirmi cosa dovrei o non dovrei fare. Vi farò sapere quando avrò deciso. Al momento non sono ancora pronta per questo. Forse tornerò a gareggiare, forse no. Solo il tempo lo dirà». Gli esperti stimano che ci vorrà almeno un anno perché la gamba guarisca completamente.

Paralimpiadi Milano Cortina 2026: l’Italia fa la storia

Mentre i riflettori olimpici si spengono, quelli paralimpici hanno brillato con altrettanta intensità. I Giochi Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026, aperti il 6 marzo all’Arena di Verona e conclusi il 15 marzo allo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, hanno visto l’Italia superare ogni aspettativa. Con dodici medaglie complessive — cinque ori, sei argenti e un bronzo — la squadra azzurra ha eguagliato il totale delle due edizioni precedenti messe insieme.

Tra i protagonisti assoluti spiccano Jacopo Luchini e Emanuel Perathoner, che hanno conquistato rispettivamente l’oro nel banked slalom SB-UL e SB-LL2 dello snowboard paralimpico. Per Luchini, 35 anni, nato con un’aplasia della mano sinistra, si è trattato del coronamento di una carriera costellata di risultati in Coppa del Mondo e ai Mondiali, ma fino ad ora priva di una medaglia paralimpica: a Pyeongchang 2018 aveva mancato il podio per soli due centesimi. Luchini e Perathoner hanno portato l’Italia a quota dodici medaglie, un risultato storico che supera il record di ori azzurri ai Giochi Paralimpici invernali, fissato a tre in tre diverse edizioni.

Non sono mancate le storie capaci di emozionare il mondo intero. Oksana Masters, atleta ucraina naturalizzata statunitense, ha vinto la sua decima medaglia d’oro paralimpica nel biathlon sprint, portando a venti il totale complessivo in carriera. Nata nel 1989 a causa delle radiazioni di Chernobyl con gravi malformazioni congenite, abbandonata dai genitori e adottata da una professoressa americana, Masters ha rappresentato ancora una volta il simbolo della resilienza umana. «Non me l’aspettavo. Ho passato un’estate complicata con un intervento chirurgico, poi un’infezione e una commozione cerebrale: ho semplicemente avuto fiducia in me stessa», ha dichiarato dopo la gara.

Altrettanto suggestiva la storia dell’olandese Jeroen Kampschreur, nato senza tibie e con entrambe le gambe amputate sopra il ginocchio all’età di un anno: dopo una brutta caduta nella discesa libera paralimpica, si è rialzato e il giorno seguente ha vinto l’oro nel super-G, conquistando la sua seconda medaglia d’oro paralimpica dopo quella di Pyeongchang 2018.

Il lascito olimpico: record italiani e storie che restano

Le ultime notizie da Milano Cortina 2026 confermano che l’edizione italiana dei Giochi invernali è destinata a restare nella memoria collettiva. Sul fronte olimpico, l’Italia aveva chiuso con 30 medaglie complessive — il miglior risultato di sempre ai Giochi Invernali — con la Norvegia in testa al medagliere grazie a 18 ori. Il pagellone degli eroi azzurri ha celebrato campioni come Federica Brignone, autrice di una doppia medaglia d’oro straordinaria dopo il grave infortunio del 2025, Arianna Fontana con tre medaglie, e Francesca Lollobrigida con due ori nel pattinaggio di velocità.

Un’edizione, quella di Milano Cortina, che ha saputo coniugare grandi prestazioni sportive con storie umane capaci di toccare il cuore: dalla confessione in lacrime del biatleta norvegese Sturla Holm Laegreid — che aveva ammesso in diretta TV di aver tradito la fidanzata, diventando uno dei casi mediatici più discussi dei Giochi — alla fuga nel bosco dello sciatore Atle McGrath dopo l’eliminazione nello slalom, fino all’omaggio del para-atleta giapponese Gakuta Koike a Federica Brignone, presentatosi alle Paralimpiadi con lo stesso casco della campionessa valdostana. Storie che, insieme ai risultati sportivi, compongono il mosaico indimenticabile di un’Olimpiade e una Paralimpiade che l’Italia non dimenticherà facilmente.