Marco Panichi non si trattiene su Jannik Sinner

Articolo di Martino Davidi

L'ex preparatore dell'Azzurro dice la sua sull'infortunio

L’ex preparatore di Jannik Sinner, Marco Panichi, in una intervista a Ubitennis ha detto la sua sull’infortunio dell’Azzurro, che rimarrà fuori fino al 2027 per un problema al ginocchio. “Quando giochi costantemente al massimo livello e con ritmi molto impegnativi, il rischio di infortuni è sempre presente”, sono le parole dell’ex membro dello staff dell’altoatesino.

“Quello che è accaduto poteva succedere tranquillamente anche mentre si allenava con me. Poi non so come stanno le cose e non è facile esprimere un giudizio. Purtroppo, quando stai sempre con la lancetta quasi fuori giri… Ormai le competizioni sono così”.

“Jannik a, come tutte le persone, delle misure antropometriche che gli permettono di fare delle cose che magari altri non riescono – ha continuato Panichi -. Ma anche lo stesso Nole. Non parliamo di gente che ha fisici super muscolati, perché non è questa la cosa. È più un discorso di ottimizzazione delle risorse fisiche che hai. Forse c’è bisogno un pochettino di riuscire a trovare dei periodi dove si recupera dallo sforzo, per poi poter continuare a rimettere dei carichi e in seguito tornare a giocare in modo competitivo”.

Il guaio al ginocchio di Sinner è la “classica malattia del corridore – ha fatto notare l’ex preparatore del numero uno del mondo -. È un’infiammazione da sovraccarico. Soprattutto, se si hanno degli appoggi magari non precisi, può succedere che a lungo andare si infiammi, a livello inserzionale, questa bandelletta che si inserisce al lato del ginocchio. È fastidioso perché è una cosa che se si cronicizza ci vuole un po’ più di tempo per riuscire a farla andare via”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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