Wimbledon

Aggiornato Gio 16 Lug 2026 alle 16:13

Le ultime notizie da Wimbledon 2026 raccontano di un torneo arrivato al momento più atteso: la semifinale tra Jannik Sinner e Novak Djokovic, in programma oggi, venerdì 10 luglio, sul Campo Centrale dell’All England Club. Un appuntamento che si preannuncia come uno degli incontri più affascinanti dell’intera stagione tennistica, con il numero uno del mondo chiamato a difendere il titolo conquistato l’anno scorso contro un avversario che, a 39 anni, continua a sfidare il tempo e la logica sportiva.

Sinner-Djokovic: la semifinale che vale un torneo

Il match tra Sinner e Djokovic si disputerà a conclusione dell’altra semifinale, quella tra Alexander Zverev e Arthur Fery, che prenderà il via alle 14.30 italiane. Questo significa che l’incontro tra l’altoatesino e il serbo non inizierà prima delle 17.30, con la concreta possibilità che si concluda dopo il tramonto e richieda la chiusura del tetto e l’accensione delle luci artificiali. La diretta televisiva è garantita su Sky Sport, NOW e Sky Go, oltre che in chiaro su Tv8.

Quello di oggi sarà il dodicesimo confronto assoluto tra i due campioni, con un bilancio complessivo di 6-5 in favore di Sinner. A Wimbledon, però, il serbo ha vinto due volte: nei quarti del 2022 e in semifinale nel 2023. L’altoatesino ha risposto con la vittoria in semifinale nel 2025, preludio al titolo poi conquistato in finale contro Carlos Alcaraz. I due si sono affrontati anche quest’anno all’Australian Open, con successo di Djokovic in cinque set.

A fare il punto sulla sfida ci ha pensato anche Jeremy Chardy, ex tennista francese e coetaneo di Djokovic, che non ha usato mezzi termini nel descrivere il valore del serbo: «Mi dà l’impressione di essere una specie di superuomo, è come Cristiano Ronaldo nel calcio. Già da ragazzino era estremamente professionale: attentissimo al recupero fisico, alla nutrizione, alle persone che lo circondavano. Diceva che voleva diventare numero uno al mondo e tutti si prendevano gioco di lui. Lui voleva diventare il più forte e si può proprio dire che ci è riuscito». Un avvertimento chiaro per Sinner, considerato favorito ma consapevole di avere di fronte un avversario tutt’altro che domo.

Djokovic, del resto, ha dimostrato lungo tutto il torneo di essere ancora una forza della natura. Oltre ad aver superato un maratona di oltre cinque ore contro Felix Auger-Aliassime ai quarti di finale, il serbo ha stabilito nel corso di questi Championships il record assoluto di vittorie a Wimbledon, superando Roger Federer con 106 successi. Un segnale inequivocabile lanciato a tutti i contendenti.

Il cammino di Sinner verso la semifinale

Per arrivare a questo appuntamento, Jannik Sinner ha dovuto superare qualche momento di difficoltà, soprattutto nelle fasi iniziali del torneo. Il mese di stop dopo il ritiro al Roland Garros ha lasciato una ruggine evidente, emersa nella sofferta vittoria in cinque set contro Miomir Kecmanovic al primo turno e in quella contro Nuno Borges al secondo. Nelle partite successive, però, il numero uno del mondo ha trovato ritmo e fiducia, battendo con crescente autorità Jenson Brooksby, Shintaro Mochizuki e infine Jan-Lennard Struff nei quarti di finale.

Proprio il match contro Struff, vinto 7-5, 7-6, 6-3, ha rappresentato la prova più significativa della seconda settimana per Sinner. Il tedesco, numero 74 del ranking, ha messo in difficoltà l’altoatesino per oltre due ore e mezza, ma il campione in carica ha saputo alzare il livello nei momenti decisivi, trovando il break decisivo nel primo set sul 5-5 e dominando il tie-break nel secondo. Nel terzo, un rovescio lungolinea sul 4-3 ha spezzato l’equilibrio e indirizzato definitivamente il match.

Boris Becker, intervenuto a Sky TG24 nel corso della settimana, aveva anticipato questa traiettoria ascendente: «Sinner deve provare le stesse sensazioni dell’anno scorso. Nel primo match era nervoso, è quasi andato a casa, ma nel secondo è andata meglio e nel terzo meglio ancora. Nella seconda settimana deve arrivare al picco: se vince ai quarti sarà il migliore nella fase conclusiva del torneo». Una previsione che si è rivelata centrata.

Gli altri italiani: Cobolli e Paolini protagonisti

Wimbledon 2026 ha regalato soddisfazioni anche agli altri azzurri in tabellone. Flavio Cobolli ha raggiunto per la seconda volta in carriera i quarti di finale, battendo in tre set Alex de Minaur, numero 6 del mondo, con il punteggio di 7-5, 7-6(4), 6-3. Il romano, reduce dalla finale del Roland Garros persa contro Zverev, si è confermato stabilmente nella Top 10 e ha dimostrato di saper competere ai massimi livelli anche sull’erba. La sua avventura si è però fermata ai quarti.

Nel tabellone femminile, Jasmine Paolini ha tenuto alta la bandiera italiana fino ai quarti di finale, superando nell’ordine Viktorija Golubic, Maria Sakkari e Alexandra Eala — quest’ultima reduce dalla clamorosa vittoria su Iga Swiatek — prima di fermarsi. La campionessa di Bagni di Lucca aveva scelto di rinunciare al doppio con Sara Errani per concentrarsi sul singolare, una decisione che le ha permesso di spingere fino in fondo nel tabellone individuale.

Sullo sfondo, il torneo ha vissuto momenti di grande emozione anche fuori dal campo principale: il ritorno di Serena Williams a 44 anni, l’addio alle scene di Stan Wawrinka tra le lacrime dopo la sconfitta contro Matteo Berrettini, e la cavalcata dello stesso romano fino al terzo turno. Wimbledon, ancora una volta, si è confermato il torneo più ricco di storie del tennis mondiale. Ora, con la semifinale tra Sinner e Djokovic, si avvicina il momento della verità.