Wimbledon, Novak Djokovic si prende un altro record: il messaggio arriva anche a Jannik Sinner

Articolo di Nicola Lama

Sono adesso 106 le vittorie del serbo sull'erba dell'All England Club: superata sua maestà Roger Federer, che ne aveva raccolte 105.

Novak Djokovic non smette di riscrivere la storia. A 39 anni, nel tempio di Wimbledon, il serbo ha firmato un’altra pagina straordinaria della propria carriera battendo Roman Safiullin 7-6(6), 6-2, 3-6, 6-3 in tre ore e mezza. Un successo, questo, che non gli ha soltanto consegnato l’accesso ai quarti di finale dell’edizione 2026, ma gli ha anche permesso di salire al primo posto assoluto nella classifica dei match vinti ai Championships: 106 successi, uno in più di Roger Federer, raggiunto a 105 dopo la precedente affermazione contro Arthur Rinderknech.

Un traguardo simbolico che racconta la longevità e la capacità di Djokovic di restare competitivo anche quando il tennis mondiale sembra pronto a voltare pagina, benché la partita contro Safiullin sia stata più complicata del previsto. Djokovic ha dovuto sudare nel primo set, ha dominato nel secondo, ha subito un passaggio a vuoto nel terzo e ha rimesso ordine nel quarto. Un match intenso, portato dalla sua parte con lucidità nei momenti decisivi.

Il messaggio che Novak Djokovic manda al torneo è piuttosto chiaro: nonostante la presenza in tabellone di Jannik Sinner e con più di un contendente pronto a tendere una trappola sull’erba, Djokovic ha voluto ricordare a tutti che Wimbledon è praticamente casa sua, avendo conquistato i Championships per sette volte fra il 2011 e il 2022.

Per Sinner e per gli altri pretendenti, il segnale è forte: il serbo è ancora lì, ancora competitivo e capace di trasformare ogni partita in una battaglia psicologica oltre che tecnica. E quando Djokovic entra nella seconda settimana di Wimbledon, la storia insegna che tutto diventa più complicato per chiunque.

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