ruben amorim
Aggiornato Ven 25 Set 2026 alle 09:10Le ultime notizie su Ruben Amorim al Milan dipingono uno scenario sempre più complicato per il tecnico portoghese, arrivato in rossonero lo scorso giugno con grandi ambizioni e ora alle prese con una crisi di risultati che ha allarmato la dirigenza. Dopo tre partite consecutive senza vittoria — i pareggi in Serie A contro Juventus (1-1) e Lazio (2-2) e la sconfitta casalinga per 2-0 contro il Benfica in Europa League — il patron Gerry Cardinale ha convocato l’allenatore per una riunione straordinaria, con una call programmata nel pomeriggio di giovedì per fare il punto della situazione.
La crisi sul campo e le tensioni con la dirigenza
La strigliata di Cardinale ad Amorim arriva in un momento particolarmente delicato. Sotto osservazione non ci sono solo le scelte di formazione — come quella di tenere in panchina stelle come Pulisic e Rabiot contro il Benfica — ma anche le dichiarazioni pubbliche del tecnico, che ai microfoni di Sky aveva parlato di una rosa non adatta al suo gioco proprio alla vigilia della partita europea. Parole che non sono piaciute alla proprietà di RedBird.
La sconfitta contro il Benfica ha messo in luce fragilità difensive preoccupanti: le reti di Lukebakio al 16′ e Kaminski al 53′ sono arrivate entrambe dopo errori individuali e collettivi, con Terracciano — schierato titolare nonostante non giocasse dal 29 dicembre 2024 — e Gila tra i più in difficoltà. Amorim aveva alzato l’asticella alla vigilia dichiarando di voler portare il Milan almeno in finale di Europa League, parole che ora rischiano di trasformarsi in un boomerang. In campionato i rossoneri si trovano al quarto posto con 7 punti, alle spalle di Roma, Inter e Lazio.
Nell’ambiente rossonero si è riacceso il dibattito sul futuro della panchina. Sui social, dopo che Antonio Conte è stato ripreso dalle telecamere in tribuna a San Siro durante Milan-Benfica, migliaia di tifosi hanno invocato il suo nome come possibile sostituto. Conte è attualmente svincolato dopo l’addio concordato al Napoli, anche se ha sempre preferito prendere in mano i progetti dall’inizio della preparazione estiva.
Un inizio di stagione tra promesse e delusioni
Eppure l’avventura di Amorim al Milan era cominciata con segnali incoraggianti. Le prime due uscite ufficiali contro Torino e Venezia avevano dato indicazioni positive, con il tecnico portoghese capace di lanciare subito il giovane Alphadjo Cissé — classe 2006, cresciuto al Giorgione e poi esploso al Catanzaro — titolare nella prima di campionato al Grande Torino, dove il ragazzo aveva segnato il gol decisivo. Una scommessa vinta, almeno inizialmente, che aveva confermato la capacità di Amorim di valorizzare i talenti più giovani.
Sul fronte del mercato estivo, il tecnico aveva operato una vera e propria rivoluzione, tagliando diversi elementi legati alla gestione precedente di Massimiliano Allegri — tra cui Fofana, Nkunku, Tomori e Gimenez — e costruendo una rosa con innesti mirati come Mario Gila dalla Lazio, Gonçalo Ramos dal PSG e Omari Hutchinson. La cessione di Rafael Leao al Galatasaray, dopo settimane di trattative, aveva chiuso un capitolo spinoso dell’estate rossonera. Amorim aveva anche blindato Luka Modric, definendolo un punto di riferimento imprescindibile, pur ammettendo che il croato non avrebbe potuto giocare tutte le partite.
Ora, però, la luna di miele con l’ambiente milanista sembra già finita. Amorim stesso ha ammesso le difficoltà: ‘Dobbiamo migliorare in fase difensiva, ci schiacciamo troppo quando perdiamo la palla. Non siamo molto organizzati, ci sono dettagli che dobbiamo migliorare’. Il tecnico ha anche sottolineato che la squadra lavora insieme solo da due mesi, chiedendo tempo per costruire gli automatismi necessari al suo gioco. La risposta, però, dovrà arrivare già dalla prossima partita contro il Lecce, l’ultima prima della sosta per le nazionali: una gara che Amorim non può permettersi di sbagliare.