Nick Kyrgios
Aggiornato Ven 04 Set 2026 alle 10:04La parabola di Nick Kyrgios nel corso degli ultimi mesi rappresenta una delle storie più clamorose del tennis mondiale recente. Dalle ultime notizie emerge un quadro completo e per certi versi sorprendente: l’australiano, che aveva costruito una narrativa feroce contro Jannik Sinner, si è ritrovato al centro di uno scandalo che ha ribaltato completamente la sua posizione morale nel circuito.
Le novità più recenti e dirompenti riguardano la positività alla cocaina rilevata in un controllo antidoping al torneo ATP di Maiorca. Kyrgios ha scelto di annunciarlo personalmente sui social, con un messaggio diretto e senza filtri: ‘Ho commesso un errore gravissimo e me ne assumo la piena responsabilità. Chiedo scusa ai miei fan, alla mia famiglia, al mio sponsor e a tutte le persone a me vicine’. L’ITIA ha confermato la sospensione ufficiale, partita il 4 agosto, con una pena che potrebbe arrivare fino a quattro anni di stop. Nel comunicato social, Kyrgios ha anche spiegato il contesto personale che lo ha portato a questo errore, citando gli infortuni degli ultimi due anni — una ricostruzione del polso e quattro interventi al ginocchio — e la difficoltà psicologica di accettare la fine imminente della carriera.
Il contrappasso e le reazioni: Halep e il silenzio di Sinner
L’ironia della vicenda non è sfuggita a nessuno. Kyrgios era stato uno dei più strenui accusatori di chi era risultato positivo ai controlli antidoping, attaccando con particolare veemenza sia Jannik Sinner per il caso Clostebol sia Simona Halep, trovata positiva al Roxadustat agli US Open 2022. La rumena, che aveva ottenuto la riduzione della pena da quattro anni a nove mesi, non si è trattenuta dopo la notizia della positività dell’australiano: ‘Non colpire mai qualcuno quando è a terra. La vita ha uno strano modo di scambiare le posizioni. E un modo ancor più strano di rivelare la differenza tra un incidente e una scelta’, ha scritto su Instagram, sottolineando con precisione chirurgica l’ipocrisia di chi l’aveva attaccata.
Ancora più significativa, però, è stata la reazione — o meglio, la non-reazione — di Sinner. Il numero uno al mondo ha scelto ancora una volta il silenzio, senza frecciate, senza voglia di rivalsa, senza allusioni. Un atteggiamento che racconta molto del carattere dell’altoatesino: nei mesi in cui Kyrgios lo aveva bersagliato con attacchi durissimi, accusando l’ATP di proteggerlo e mettendo in dubbio la sua integrità, Sinner non aveva mai risposto. E ora che il suo più acerrimo accusatore è caduto, ha mantenuto la stessa linea. Una forma di eleganza sportiva sempre più rara.
Una lunga campagna mediatica: dalle accuse al Clostebol al ritorno in campo
Per comprendere appieno il peso di queste ultime notizie, è necessario ripercorrere i mesi precedenti. La campagna di Kyrgios contro Sinner era iniziata con il caso Clostebol e non si era mai davvero fermata. In un’intervista al podcast Unscripted, l’australiano aveva dichiarato: ‘Hanno chiaramente cercato di proteggerlo. E poi il CEO e molte delle figure di vertice nell’ATP sono italiani’. Parole durissime, che avevano alimentato polemiche nel circuito e fatto infuriare i tifosi dell’azzurro. Persino quando si concedeva qualche complimento — ‘è un talento straordinario che guiderà questo sport per i prossimi 10-15 anni’ — le stoccate velenose arrivavano sempre nel giro di poche frasi.
Nel frattempo, sul piano sportivo, Kyrgios aveva tentato un ritorno in campo nella stagione sull’erba, partecipando al torneo di Stoccarda come wild card e battendo Corentin Moutet in quella che era la sua prima vittoria su un giocatore top 50 dagli US Open 2022. Un successo dal forte valore simbolico, accompagnato da parole emozionate: ‘Mi hanno dovuto ricostruire il polso, mi sono sottoposto a quattro interventi al ginocchio, ho combattuto tanto’. Ad Halle aveva poi giocato anche in doppio con l’italiano Mattia Bellucci, in una delle coppie più curiose del torneo. Ma il fisico continuava a tradirlo, e la positività alla cocaina a Maiorca ha interrotto bruscamente questo tentativo di rinascita agonistica.
La storia di Nick Kyrgios rimane quella di un talento enorme — finalista a Wimbledon nel 2022, ex numero 13 del mondo — che non è mai riuscito a trovare un equilibrio duraturo, né dentro né fuori dal campo. Le sue ultime parole pubbliche, quelle del messaggio di scuse, suonano come la chiusura di un cerchio amaro: ‘Lasciar andare qualcosa che è stato tutta la mia vita è una delle cose più difficili che abbia mai dovuto affrontare’. Una confessione che, al netto di tutto, restituisce l’immagine di un uomo prima ancora che di un atleta.