Nick Kyrgios
Aggiornato Mar 07 Apr 2026 alle 09:45Le ultime notizie su Nick Kyrgios raccontano una parabola sorprendente: da acerrimo critico di Jannik Sinner a suo futuro compagno di doppio al Roland Garros. Un percorso tortuoso, costellato di polemiche, frecciate social e dichiarazioni al vetriolo, che sembra aver trovato — almeno in apparenza — un inatteso punto di svolta.
Da hater a compagno di doppio: la clamorosa svolta con Sinner
La notizia più recente e sorprendente riguarda l’annuncio che Kyrgios e Sinner giocheranno insieme il torneo di doppio al Roland Garros 2026. Una scelta che ha lasciato di stucco il mondo del tennis, considerando i mesi di guerra mediatica condotta dall’australiano contro l’altoatesino. Lo stesso Kyrgios ha commentato con una certa ironia: “Ci completiamo perfettamente sia come atleti che a livello caratteriale”, mentre Sinner ha precisato che la loro avventura si fermerà al secondo turno per non interferire con il singolare. Una partnership impensabile fino a pochi mesi fa, che segna una discontinuità netta rispetto al clima avvelenato degli ultimi anni.
Per comprendere la portata di questa svolta, basta ripercorrere le dichiarazioni al veleno di Kyrgios contro Sinner rilasciate nell’ottobre 2025, quando l’australiano aveva attaccato duramente l’azzurro in un podcast, sostenendo che l’ATP — con il suo CEO italiano Andrea Gaudenzi — avesse protetto Sinner nel caso Clostebol. “Tutta questa storia per me è una stronz…”, aveva detto senza mezzi termini, pur ammettendo che Sinner fosse “un talento straordinario” destinato a guidare il tennis per i prossimi 10-15 anni insieme ad Alcaraz. Un mix contraddittorio di ammirazione e ostilità che ha caratterizzato a lungo il rapporto tra i due.
Una campagna mediatica lunga mesi: il caso Clostebol e le provocazioni continue
Le ultime notizie confermano che quella di Kyrgios contro Sinner non è stata una semplice scaramuccia, ma una vera e propria campagna mediatica prolungata. Dall’estate 2025 in poi, l’australiano non ha perso occasione per punzecchiare l’azzurro: dopo la vittoria di Sinner a Wimbledon, Kyrgios si era limitato a postare un asterisco sui social, simbolo eloquente di un successo ritenuto non del tutto limpido. Aveva poi attaccato la decisione di Sinner di reintegrare il preparatore atletico Umberto Ferrara nello staff — la stessa figura coinvolta nel caso Clostebol — scrivendo: “Ci ha presi tutti in giro”. E ancora, a gennaio 2026, aveva dichiarato pubblicamente la sua preferenza per Carlos Alcaraz, scatenando la furia dei tifosi italiani.
Sinner, fedele al suo stile, ha sempre scelto la via del silenzio. L’unica eccezione, in chiave ironica, era arrivata a margine degli Australian Open di gennaio 2026, quando a un podcast aveva risposto con una battuta alla domanda su chi avrebbe scelto come compagno di doppio tra Kyrgios e Kim Jong-un: “Kyrgios per vincere una partita di tennis… ma per un incontro fuori dal campo, non saprei proprio”. Una risposta che aveva fatto sorridere e che, col senno di poi, suona quasi profetica.
Va detto che, nel mezzo di tante frecciate, Kyrgios aveva anche mostrato momenti di lucidità. In un’intervista al Guardian del giugno 2025 aveva elogiato sia Sinner che Alcaraz, definendoli “i colossi del tennis per i prossimi 10 o 15 anni” e riconoscendo che si erano “spinti a vicenda a un livello che pochi hanno raggiunto”. Parole che stonano con le accuse successive, ma che fotografano la natura ambivalente del personaggio australiano.
Il declino fisico e il futuro incerto di Kyrgios
Parallelamente alle polemiche, le ultime notizie su Kyrgios raccontano anche la storia di un atleta alle prese con un corpo che non risponde più come vorrebbe. Il tennista di Canberra, classe 1995, non scende in campo con continuità dal Masters 1000 di Miami del marzo 2025, dove fu eliminato al secondo turno da Karen Khachanov. Da allora, una serie di infortuni al ginocchio e al polso destro lo hanno tenuto lontano dai campi, con sporadiche apparizioni in tornei di esibizione.
A Brisbane, a inizio 2026, era stato eliminato al primo turno da Aleksandar Kovacevic con un netto 6-3, 6-4, raccogliendo appena sette punti in risposta. Dopo quella sconfitta, aveva rinunciato alla wild card per il singolare degli Australian Open, partecipando solo al doppio con il fido Thanasi Kokkinakis. Le sue parole in conferenza stampa erano state di rara onestà: “Il mio polso è stato ricostruito e mi sono dovuto operare al ginocchio due volte. Non tornerò mai come prima”. E ancora: “Non mentirò: una delle mie più grandi motivazioni è sempre stata fare soldi con il tennis. I miei genitori non erano ricchi e non mi vergogno a dirlo”.
Attualmente numero 670 del ranking ATP, lontanissimo dal best ranking di numero 13 raggiunto nel periodo migliore, Kyrgios rappresenta un caso umano e sportivo complesso. La finale di Wimbledon 2022 persa contro Djokovic sembra appartenere a un’altra era. Eppure, nonostante tutto, il suo nome continua a fare notizia — spesso più per ciò che dice che per ciò che fa in campo. La sua partecipazione al One Million Dollar Slam di Melbourne, torneo basato su singoli punti, aveva confermato quanto il personaggio Kyrgios riesca ancora ad attirare attenzione mediatica anche lontano dai grandi palcoscenici.
Ora, con l’annuncio della partnership con Sinner al Roland Garros, Kyrgios torna sotto i riflettori in modo inaspettato. Che sia l’inizio di una vera riconciliazione o l’ennesima mossa di un eterno provocatore, è difficile dirlo. Di certo, nel tennis mondiale, Nick Kyrgios non smette mai di sorprendere.