Jannik Sinner conferma la sua classe, anche fuori dal campo: la lezione a distanza colpisce tutti

Articolo di Nicola Lama

La precisa scelta del fuoriclasse azzurro dopo la scioccante confessione di Nick Kyrgios ha raccolto il plauso degli appassionati.

La scioccante confessione di Nick Kyrgios, che attraverso i propri canali social ha ammesso le sue responsabilità dopo un controllo antidoping positivo alla cocaina, ha scosso l’ambiente come poche volte negli ultimi anni. Un annuncio diretto, crudo, accompagnato da scuse pubbliche e dalla promessa di un periodo di isolamento per ritrovare equilibrio. La sospensione è partita lo scorso 4 agosto, come confermato dall’ITIA, Kyrgios rischia fino a quattro anni di stop.

La notizia ha inevitabilmente riacceso un tema che negli ultimi mesi era diventato quasi un tormentone: il rapporto tra Kyrgios e Jannik Sinner. L’australiano era stato infatti uno dei più feroci accusatori dell’altoatesino dopo la positività di quest’ultimo al Clostebol, con attacchi duri e continui, spesso con toni sopra le righe, alimentando una polemica che Sinner, dal canto suo, non aveva mai raccolto, nemmeno una volta, preferendo la via del silenzio anche quando le parole del di Kyrgios erano state pesantissime.

Ora che il suo più strenuo accusatore è caduto, Sinner ha scelto ancora una volta il silenzio. Nessuna frecciata, nessuna voglia di rivalsa a parole, nessuna allusione. Un distacco, quello del numero uno al mondo, che racconta più di mille dichiarazioni: Sinner non ha mai voluto trasformare la vicenda in un duello personale, né ha mai ceduto alla tentazione di rispondere alle provocazioni. Ha preferito lasciare che fossero i fatti, i regolamenti e il tempo a fare chiarezza.

La vicenda Kyrgios, per quanto clamorosa, non cambia la linea dell’Azzurro. Sinner non cerca rivincite di questo tipo, né ha intenzione di cavalcare le cadute altrui, e di certo non vuole usare il palcoscenico mediatico per restituire i colpi subiti. È una forma di eleganza sempre più rara nello sport contemporaneo, dove ogni parola diventa contenuto, ogni polemica diventa carburante, ogni incidente dentro e fuori dal campo diventa occasione per alimentare la narrativa.

La sua reazione (o meglio, la sua non‑reazione) è la conferma di un tratto distintivo: Sinner non si muove mai fuori dal perimetro della propria etica sportiva. Non si lascia trascinare e non si concede al rumore, nemmeno quando avrebbe tutte le ragioni per farlo e neanche quando chi lo aveva attaccato con veemenza si ritrova improvvisamente dall’altra parte della barricata.

In un momento in cui il tennis discute di errori, fragilità personali e responsabilità davanti a se stessi e agli appassionati, Sinner continua a rappresentare un punto fermo: la classe non è solo un modo di giocare, ma anche un modo di stare nel mondo. E il suo silenzio, oggi, vale più di qualsiasi risposta.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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