Il tennista australiano su Instagram ha pubblicato un post che ha spiazzato i tifosi: "Sono stato sospeso dopo un controllo"
Choc nel mondo del tennis: Nick Kyrgios su Instagram ha ammesso di essere stato sospeso dal circuito dopo essere risultato positivo alla cocaina. In una storia pubblicata sul suo profilo ufficiale, il campione di Canberra ha rivelato quanto accaduto ai tifosi, scusandosi per quanto fatto.
“Volevo che lo sapeste prima da me. Di recente sono risultato positivo alla cocaina a un controllo a Maiorca. Ho commesso un errore gravissimo e me ne assumo la piena responsabilità. Chiedo scusa ai miei fan, alla mia famiglia, al mio sponsor e a tutte le persone a me vicine. Soprattutto, chiedo scusa ai tifosi e ai ragazzi che mi seguono. Sono consapevole dell’esempio negativo che questo comportamento trasmette e sono profondamente deluso da me stesso. Non voglio cercare scuse, ma ci tengo a spiegare la situazione in cui mi sono trovato”.
“Gli infortuni degli ultimi due anni hanno pesato enormemente su di me, sia fisicamente che mentalmente. Il mio corpo non è riuscito a fare ciò che la mia mente si aspettava, e accettare di essere ormai vicino alla fine della carriera è stato più difficile di quanto avessi mai immaginato. Ho sempre detto di non aver scelto il tennis: è stato il tennis a scegliere me. Ma lasciar andare qualcosa che è stato tutta la mia vita è una delle cose più difficili che abbia mai dovuto affrontare. A volte mi sono sentito impotente e solo”.
“Nulla di tutto ciò giustifica quello che ho fatto. Tuttavia la buona notizia è che questo mi ha dato una scossa. Per i prossimi 28 giorni mi allontanerò dai social media e dalla vita pubblica per concentrarmi sul ritrovare il mio equilibrio. Chiedo alle persone di rispettare la mia privacy in questo periodo e, soprattutto, quella della mia famiglia. Mi dispiace, lavorerò su me stesso e tornerò più forte. Nick”.
L’ITIA poco dopo l’annuncio di Kyrgios ha comunicato ufficialmente la sospensione del giocatore, partita lo scorso 4 agosto. Il tennista australiano era stato tra i più strenui accusatori di Jannik Sinner dopo che il campione altoatesino era stato trovato positivo al Clostebol, e quindi sospeso per 3 mesi.